Il Cavaliere e lo specchio del Paese. Berlusconi è convinto che alla sua veneranda età tutto sia concesso

di Gaetano Pedullà
Editoriale

Il buon giornalismo deve coltivare il dubbio senza cedere ai complottismi. Quindi la morte in così giovane età della modella Imane Fadil, teste nel processo Ruby Ter contro Silvio Berlusconi, può farci immaginare chissà quale intrigo, ma una cosa sono i teoremi e un’altra sono i fatti, possibilmente suffragati da prove schiaccianti. Prove come quella che certifica il disprezzo del Cavaliere per milioni di italiani. “Guardatevi allo specchio e ditevi coglioni”, suggerisce il Sire di Arcore agli elettori delle due forze politiche che sostengono il Governo, una delle quali è la Lega con cui sta pure in coalizione. Il padre padrone di Forza Italia sa bene di riferirsi a metà del Paese, ma questo non lo distoglie dall’utilizzare espressioni da taverna, forse convinto che alla sua veneranda età tutto sia concesso. Ora, a chi è più giovane e ha un po’ di memoria è probabile che venga in mente uno specchio di casa Berlusconi, quello di Palazzo Grazioli dove le sue disinibite ospiti si fotografavano prima delle famose cene eleganti. Ma senza aspirare a tanto lusso, proviamo a immaginare cosa possano dirsi guardandosi nel loro specchio di casa i milioni di italiani che Berlusconi lo hanno votato, e magari anche per anni. Personalmente non mi permetto di usare termini grevi come quelli del Cavaliere, ma visti i risultati suoi e dei competenti che ci ha propinato non c’è da stupirsi se qualcuno arrivasse a fustigarsi. Grazie ai consensi di quelle stagioni un esercito di corrotti è potuto entrare nelle istituzioni e lasciarci in mutande come siamo. Chissà chi sono i veri coglioni.