Il difensore civico della Lombardia è indagato per abuso d’ufficio. Lega e Forza Italia lo blindano respingendo la mozione con cui il M5S chiedeva la sua revoca

di Francesco Carta
Politica

Il difensore civico della Lombardia, Carlo Lio (nella foto), resta al suo posto. Blindato dalla maggioranza Lega-Forza Italia che ha bocciato in Consiglio regionale la mozione dei Cinque Stelle che ne chiedeva la revoca. Motivo: l’indagine per abuso d’ufficio nei suoi confronti aperta dalla Procura di Busto Arsizio per la nomina (poi dichiarata illegittima) di un commissario ad acta che, surrogando i consiglieri dimissionari, assicurò il numero legale al Consiglio comunale di Legnano.

Nella stessa vicenda sono indagati anche l’ex sindaco, Giambattista Fratus, l’ex vicesindaco, Maurizio Cozzi, e l’assessore, Chiara Lazzarini, già arrestati nel maggio scorso per turbativa d’asta. “Non possiamo trasformare la sala consigliare della Regione in un’aula di tribunale per inseguire le ossessioni e i fantasmi di qualche piccolo Robespierre che a ogni Consiglio propone una testa da far rotolare”, taglia corto il capogruppo di Forza Italia al Pirellone, Gianluca Comazzi, per motivare la decisione di uscire dall’aula durante la discussione della mozione per rientrare al momento del voto.

“L’assenza in aula del centrodestra è una gran pagliacciata. Lega e Forza Italia sfuggono al dibattito. Un loro nominato è accusato di abuso d’ufficio e invece di rimuoverlo votano per mantenerlo al suo posto”, gli replica il presidente dei consiglieri Cinque Stelle lombardi, Marco Fumagalli. “Non sta né in cielo né in terra che il difensore dei lombardi abbia usato la sua carica per risolvere i problemi della maggioranza di centrodestra a Legnano”, aggiunge.

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