Il nuovo partito di Grasso è già un flop sui Social. L’adunata via Facebook dei reduci di LeU riceve solo 200 like in 24 ore

dalla Redazione
Politica

Voleva fare il leader della sinistra e si deve consolare con l’ennesimo partitino. La parabola dell’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, si completerà sabato 24 novembre con l’assemblea dei reduci di Liberi e uguali. Il progetto è stato dichiarato morto da tutti, ma l’ex magistrato vuole portare con sé almeno il simbolo. Sul quale è intenzionato a fondare un partito, che era stato immaginato per mettere insieme tutta la sinistra e che ora si scinde da se stesso. Erano partiti in tre: Mdp, Sinistra italiana e Possibile.

Alla fine ce ne saranno quattro. L’appuntamento del 24, a Roma, vede in prima linea anche Francesco Laforgia. L’ex capogruppo bersaniano alla Camera e ora senatore del Misto è desideroso di mettersi in proprio. Sono Grasso e Laforgia i superstiti di Leu alla ricerca di un tetto politico: per questo hanno convocato l’assemblea, sperando nel coinvolgimento di una base che non sembra smaniosa di accorrere in massa.

Inumeri sui social sono il preludio di un flop: l’evento su Facebook, in 24 ore, ha raccolto a malapena 200 like, facendo collezione di insulti e sfottò. Leu, del resto, non è mai davvero nato. Dopo il magro 3,4% alle elezioni, l’alleanza era già mezza esplosa: Possibile di Civati aveva annunciato il “no grazie” al progetto dopo il voto; Sinistra Italiana di Fratoianni e Mdp di Bersani e Speranza hanno promesso di fare il partito unico, senza crederci mai davvero. Ora arriva l’assemblea di Grasso che pure dal titolo sembra rassegnata al proprio destino “Un partito di sinistra”, recita lo slogan. Uno tra i tanti.