Il Pd continua a dire balle. Lo sperpero resiste solo dove non governa il M5S. Per il sottosegretario Fantinati le accuse delle opposizioni sono ridicole: “La lotta allo spreco sta portando risultati”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Il bando di gara Consip sulle auto blu? “Le opposizioni raccontano balle”. Lo spreco delle auto di servizio? “Resiste dove non governa il Movimento”. Per il sottosegretario alla Funzione pubblica, Mattia Fantinati, dunque, il Movimento non ha abbandonato la sua anima anti-cast e, anzi, l’ha portata al Governo.

Le opposizioni, però, offrono un’altra narrazione su quel bando di gara. Chi ha ragione?
“Non si stanno comprando auto blu per politici. Le Pa che lo riterranno, potranno comprare auto di servizio, avvalendosi della fornitura oggetto della convenzione Consip. Stiamo parlando di 380 veicoli blindati destinati alla protezione di soggetti sotto scorta e del noleggio di 7.900 veicoli per le Asl e le polizie locali. Di Maio, d’altronde, ha subito chiesto chiarimenti, perché vigiliamo sempre: per noi questo tema è importantissimo. La politica è servire i cittadini. Purtroppo negli anni la casta l’ha trasformata in “servirsi dei cittadini””.

Quindi le opposizioni hanno raccontato una bufala?
“Non è una novità. Siamo i nemici pubblici numeri uno per loro perché il loro obiettivo è essere assolti agli occhi dei cittadini dimostrando che “così fan tutti”. Noi, invece, stiamo dimostrando che un’altra politica è possibile. Dalla parte dei cittadini”.

Il nostro parco auto conta 33mila vetture. Il vero boom, però, non è nelle amministrazioni centrali ma negli enti locali. È qui, nei centri di potere periferici, che si concentra lo spreco?
“Dove non governiamo noi, c’è lo spreco, evidentemente. Guardi, io so solo che, se non era per il Movimento, al taglio dei costi della politica e della burocrazia nessuno ci pensava. Mentre noi ci tagliamo volontariamente gli stipendi, Zanda e il Pd, che sono contro il salario minimo e il reddito di cittadinanza, hanno pure la faccia tosta di proporre l’aumento dello stipendio ai parlamentari. Dall’altra parte, ci sono i berluscones, con le “feste eleganti”, le olgettine e il lettone di Putin. Che questi personaggi tuonino che noi compreremmo le auto blu mi sembra ridicolo”.

Le province contano 1.200 auto. Ma non dovevano essere abolite?
“Chiedetelo a Delrio, autore di una pessima riforma-farsa. Serve una vera riorganizzazione degli enti intermedi. È inutile abolire i consigli provinciali o creare sindaci metropolitani non eletti da nessuno, se poi la burocrazia resta così com’è. I carrozzoni devono sparire. Così spariranno anche le loro auto blu”.

Cosa può dirci dell’ultimo rilevamento sulle auto blu del suo dipartimento? Si migliora o si peggiora?
“Si migliora sicuramente, a riprova che abbiamo fatto bene a mettere al centro dell’agenda politica il tema del contenimento dei costi della politica e della burocrazia. Quest’anno, il numero delle Pa che hanno risposto alle nostre richieste in merito alle auto blu è aumentato di circa il 20% rispetto all’anno scorso. L’aumento delle auto che abbiamo registrato è inferiore a quello degli enti che hanno risposto; esiste un generale ridimensionamento del fenomeno. Dobbiamo lavorare per imporre a tutte le Pa di risponderci e per stabilire regole che disincentivino l’uso dell’auto blu, in assenza di chiare finalità di servizio pubblico”.

Diversi enti locali continuano a non comunicare i dati. Negligenza o timore di fornire numeri scomodi?
“Magari entrambi. Per questo un Governo che dà l’esempio non è una banalità, ma è fondamentale per costruire un tessuto sociale che spinga verso comportamenti virtuosi”.

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