Il picco è vicino. Per l’Italia i prossimi giorni saranno cruciali. L’Oms: “La velocità di trasmissione e di espansione del Covid-19 sta rallentando”

dalla Redazione
Cronaca
CORONAVIRUS

“Il rallentamento delle velocità di crescita (dei contagi, ndr) è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere”. E’ quanto ha detto a Circo Massimo su Radio Capital il direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, parlando sull’epidemia di Coronavirus in Italia.

“Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima – ha aggiunto Guerra – perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia e impatto, quindi quello che ci si aspetta e di veder cadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni”. Per quanto riguarda i tassi di mortalità, il funzionario dell’Oms ha aggiunto: “Ci aspettiamo di vederli cadere con alcuni giorni di ritardo”.

Secondo Guerra i provvedimenti presi dall’Italia sono “profondamente giusti e sono stati presi anche con una certa tempestività” tanto che “la velocità di trasmissione e di espansione sta rallentando, la curva si sta appiattendo per quanto riguarda i nuovi contagi”. “Un elemento positivo – ha detto ancora Guerra – non significa che la battaglia sia vinta, per un motivo molto semplice. L’Italia è una Repubblica Parlamentare fondata sulle Regioni, quindi sono i cluster regionali sui quali bisogna tenere alta l’attenzione”.

Riguardo il numero dei contagiati (qui la situazione in Italia), Guerra ha poi ricordato che “circa l’80% delle persone neanche si accorge di essere contagiato dal virus”. “Noi – ha spiegato – dobbiamo concentrarci su coloro che hanno una sintomatologia clinica. In una fase di trasmissione così estesa non si può fare altro”. Infine sulla questione dei tamponi e la differenza di strategia tra Veneto e Lombardia, il membro dell’Oms ha osservato che “il modello veneto non è profondamente diverso da quello lombardo e da quello di tutti gli altri. Quello che cambia è il sistema sanitario regionale precedente all’epidemia”.

“Il problema principale – ha detto il direttore vicario dell’Oms parlando dell’Europa – è che non c’è coesione in ambito europeo. E’ incredibile che a distanza di un paio di mesi dall’inizio dell’epidemia ancora gli stati membri non riescono a trovare una risposta comune. L’Italia non solo è stata lasciata sola all’inizio ma è stata anche isolata e questa è una vergogna”. L’alto funzionario dell’Organizzazione mondiale della Sanità si dice “preoccupatissimo per il numero di colleghi che sono stati contagiati”. “Dobbiamo dare a queste persone – ha sottolineato Guerra – tutto quello che la tecnologia mette a disposizione”.

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