In Commissione è lite… temeraria tra 5 Stelle e Pd. Nuovo rinvio sul ddl Di Nicola che sbotta: “I dem dicano se vogliono o no questa riforma”

dalla Redazione
Politica

Altra fumata grigia in commissione Giustizia, al Senato, sul disegno di legge sulle liti temerarie con vittime i giornalisti, che prevede la condanna a pesanti risarcimenti per chi fa causa solo per intimidire la stampa. Anziché dare il via libera per l’aula al ddl presentato dal pentastellato Primo Di Nicola, la Commissione ha rinviato di nuovo la discussione alla prossima settimana.

“Il relatore – spiega il sottosegretario alla giustizia Andrea Giorgis – ha proposto un rinvio per consentire di mettere a punto il testo e valutare di inserirlo in una previsione più generale”. La settimana scorsa sarebbero stati espressi dubbi sul ddl dal sottosegretario M5S, Vittorio Ferraresi, il relatore pentastellato Arnaldo Lomuti ha tentato di proporre una mediazione, trovando però l’opposizione di Piero Grasso, che insiste sulla previsione di una soglia minima dei risarcimenti. Giorgis assicura che il rinvio è solo per “eliminare refusi” dal disegno di legge e inserirlo eventualmente in un testo più ampio relativo a tutte le liti temerarie, non solo quelle contro i giornalisti.

“Solo per rendere il ddl più efficace. Non si può ad esempio parlare giuridicamente di malafede, ma solo di dolo o colpa grave”. Scelta che non è condivisa però da Di Nicola. “Ho presentato un ddl con un solo articolo, proprio per evitare che finisse sul binario morto come accaduto negli ultimi 20 anni. Quanto ai refusi, in Commissione ci sono magistrati e avvocati che non hanno sollevato rilievi. Giorgis parli chiaro e dica se vuole o no questa riforma”.

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