Investimenti in Banca Marche, a rischio le pensioni aggiuntive dei militari. E il Governo resta in silenzio

di Stefano Iannaccone
Politica

La pensione aggiuntiva di ufficiali e sottoufficiali dell’esercito è a rischio. L’allarme è stato lanciato almeno più volte, ma dal Governo non è arrivata alcuna risposta. Il problema riguarda i 7 fondi, per ogni corpo, della cassa previdenziale: i soldi sono stati depositati in Banca Marche, una di quelle salvate dallo Stato, e si teme che gli investimenti non abbiano portato frutti, vista la gestione dell’istituto negli anni scorsi.

Allarme – Peraltro già nel 2014 la Corte dei Conti, in una relazione, aveva denunciato alcune criticità sull’esercizio finanziario, legate al rapporto tra versamenti e uscite. La nuova spia è stata accesa nella riunione dell’ottobre 2016, tenutasi tra i vertici dello Stato maggiore della Difesa e i rappresentanti dei militari del Cocer. “In quell’incontro è emerso l’inquietante scenario di un default di 6 fondi su 7 in assenza di nuovi provvedimenti normativi”, ha sottolineato la deputata del Movimento 5 Stelle, Tatiana Basilio, che sul caso ha depositato più interrogazioni alla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’unica risposta è stata la nomina del generale Massimiliano Del Casale come nuovo presidente della cassa. Certo, la pensione tradizionale dei sottoufficiali dell’esercito resta, per fortuna, garantita. La vicenda, infatti, tira comunque in ballo migliaia di euro. “È una questione annosa e il Governo non vuole risolverla. Eppure per la gravità in cui versa la Cassa, servono delle risposte. Bisogna sapere dove sono stati investiti i soldi da parte della Banca Marche e capire se sono nell’immediata disponibilità dell’istituto di credito”, evidenzia la parlamentare pentastellata.

Iter contL’affidamento è arrivato attraverso l’aggiudicazione del bando di gara, pubblicato dal ministero della Difesa. Tra i criteri di esclusione non c’era quello dello stato di amministrazione straordinaria e quello del livello di solidità dell’istituto. Insomma, Banca Marche aveva i requisiti giusti. Il prelievo dalla busta paga è stato istituito dagli anni del fascismo per garantire un premio previdenziale ai militari. Negli anni però si è generato uno squilibrio che aveva portato all’ipotesi di alcuni interventi normativi. Ma non sono mai arrivati, appesantendo la situazione. Come se non bastasse non si conoscono i bilanci consuntivi della Cassa di previdenza per il biennio 2014-2015: “L’ultimo bilancio attualmente disponibile sul sito internet risale al 2013”, ha ricordato Basilio, che ha addirittura avanzato la richiesta di una “revoca dell’affidamento dei servizi aggiudicati alla Banca delle Marche”.