La Basilicata sposta poco. I Cinque Stelle tengono e non cedono voti alla Lega. Sbagliato comparare Politiche e Regionali. Lo conferma l’ultimo sondaggio Gpf

di Antonio Pitoni
Politica

Ampiamente oltre la soglia del 50 per cento, per la precisione al 55,7, la coalizione gialloverde si conferma, in assoluto, la compagine numericamente più consistente, tra tutte le opzioni possibili (Centrodestra unito o M5S-Pd), nelle intenzioni di voto della settimana. Così come molto alto resta il gradimento per i tre leader simbolo del Governo Cinque Stelle-Lega. Con il premier Giuseppe Conte, stabile al 56% nella fiducia degli elettori, e i suoi due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, rispettivamente al 55 e al 49%, entrambi in crescita di un punto percentuale. E’ la fotografia scattata da Gpf Inspiring Research nell’ultimo sondaggio realizzato, tra il 25 e il 27 marzo, per La Notizia.

“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, continuano ad essere percepiti dall’opinione pubblica come custodi di garanzia e stabilità. Per ragioni diverse sia l’uno che l’altro segnano dei trend abbastanza simili e nessuno dei due fa registrare scostamenti importanti negli indici di fiducia, al 64% per il capo dello Stato e al 56% per il premier”, spiega il presidente e amministratore delegato di Gpf, Roberto Baldassari. Discorso diverso per i due vice premier, che tornano entrambi a crescere. “Se per Salvini (55%) il dato si regge in parte sul traguardo tagliato della legge sulla legittima difesa e in parte sulla vittoria della Lega alle Regionali, anche Di Maio (49%) riprende il cammino dopo le amministrative – prosegue il numero uno di Gpf -. La solidità delle dichiarazioni post Basilicata sulla tenuta del Governo nazionale ha portato benefici ad entrambi”.

Quanto al neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti (stabile 46%), continua la luna di miele con gli elettori: “Per lui il vero esame di maturità saranno le Europee”. Vento in poppa, invece, per Giorgia Meloni (che sale al 37%). “Beneficia sicuramente delle vittorie del Centrodestra alle Regionali ma anche di una generale presa di coscienza dell’elettorato di riferimento di FdI che fa registrare tassi di crescita interessanti avvantaggiandosi indirettamente anche dall’approvazione di una legge, cara alla destra, come quella sulla legittima difesa”.

Un’analisi ben più articolata merita, invece, il trend delle intenzioni di voto. “Si conferma l’idea che i risultati delle Regionali hanno poco a che vedere con i trend nazionali – assicura Baldassari -. I Cinque Stelle, che storicamente faticano alle amministrative, non hanno perso a livello nazionale”. Ma non è tutto. “Nel calo di consensi registrato dalle Politiche 2018 ad oggi, i voti persi dal M5S non sono andati alla Lega – prosegue l’Ad di Gpf -. Non c’è stato, quindi, un travaso all’interno della compagine di Governo”.

Ma dove sono andati questi voti? “Solo in minima parte alla Lega, in parte al non voto e in parte al Pd”. Insomma, per i Cinque Stelle, il sillogismo “sconfitta alle Regioni uguale débâcle nazionale” non regge. “Le realtà locali incidono ma, nel caso del Movimento, la somma non fa il totale – conclude Baldassari -. Certo, si tratta pur sempre di elezioni, ma estrapolare un’analisi regionale e farla diventare analisi nazionale è azzardato. Sarebbe come sommare le mele con le pere”.

NOTA METODOLOGICA – Vox Populi è il monitoraggio settimanale di Gpf Inspiring Research che descrive le tendenze e le opinioni degli italiani sui temi di attualità politica, economica, sociale e culturale. Audience: 789 interviste valide. Campione con estrazione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne articolato per sesso, età, professione, ampiezza centri, livello di istruzione e orientamento politico. Estensione geografica: Intero territorio nazionale. Metodologia di rilevazione: Cati – Cami – Cawi. Periodo di rilevazione: 25-27 Marzo 2019.

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