La Camera approva la legge elettorale: 375 sì e 215 no. Oltre 60 franchi tiratori, al Senato sarà battaglia

dalla Redazione
Politica
Ballottaggi

Il Rosatellum bis supera il primo scoglio, quello dell’Aula della Camera. Con l’incubo dei franchi tiratori che si materializza pur non incidendo ai fini del risultato finale, ma non fa dormire sonni troppo tranquilli in vista del passaggio della legge elettorale al Senato. Dove è altamente probabile che il Governo porrà di nuovo la fiducia per arrivare all’ok definitivo per i primi di novembre. Alla fine, nel voto finale a scrutinio segreto, i sì sono 375 e i no 215. All’appello dei gruppi che sostengono la riforma (Pd, Forza Italia, Alternativa popolare e Lega) mancano tra 56 e 61 voti. Il capogruppo del Pd a Montecitorio, Ettore Rosato, prova però a minimizzare. “I franchi tiratori sono circa 30-35”, ragiona alla luce dei voti disponibili (410) al netto delle assenze. “Vista la situazione data è una dimostrazione di straordinaria compattezza”. Di tutt’altro avviso il Movimento 5 Stelle, che torna ad agitare la piazza – senza Beppe Grillo sceso a Roma ma rimasto all’hotel Forum – e va all’attacco con Luigi Di Maio. “Se questa legge vergognosa dovesse passare anche al Senato”, avverte il vicepresidente della Camera e candidato premier dei grillini, “chiederemo davanti al Quirinale che il presidente non la firmi”.

Le reazioni – “Hanno approvato una pessima legge”, è la reprimenda di Nicola Fratoianni. Per il segretario di Sinistra Italiana, “con questa scelta la democrazia italiana è più fragile. La cosa più grave è oggi si stabilisce un precedente inquietante: da qui in avanti ogni maggioranza si sentirà autorizzata a cambiare le regole del gioco a pochi giorni dalle elezioni”. Ancora più duro Massimo D’Alema. “Questa legge elettorale è un vero e proprio strappo – dice l’ex presidente del Consiglio leader di Mdp –. Siamo di fronte ad un atteggiamento di disprezzo verso le regole democratiche elementari e di rottura delle tradizioni di questo Paese”. Soddisfatto, invece, il ‘fronte del sì’, come testimonia la vigorosa stretta di mano fra Lorenzo Guerini (Pd) e il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, dopo il via libera dell’Aula al provvedimento. “Il gruppo ha tenuto molto bene, ora la palla passa al Senato”, esulta l’ex vicesegretario dem. “È un risultato molto significativo, siamo soddisfatti”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex ministro per la Pubblica amministrazione: “Il gruppo di Forza Italia è stato leale e corrente, abbiamo mantenuto gli impegni presi con gli altri gruppi parlamentari che hanno sostenuto questa legge elettorale”.

Road map – Adesso la palla passa a Palazzo Madama, dove il Rosatellum bis potrebbe arrivare in commissione Affari costituzionali già oggi per poi andare in Aula martedì 24, subito prima della legge di Bilancio. L’ipotesi di mettere in sicurezza il percorso con la fiducia – spiegano fonti della maggioranza – resta sul tavolo. L’ok alla legge accelera anche la fine della legislatura. “Siamo agli atti finali”, è la linea dettata. Legge elettorale al Senato, legge di Bilancio e un ultimo (quanto velleitario) tentativo sullo Ius soli: questa la road map concordata da Nazareno e Palazzo Chigi. Salvo sorprese.