La crisi morde gli imprenditori. E gli strozzini alzano i prezzi. Duemila euro diventano 360mila in un anno. In carcere a Roma tre usurai, tra cui il pugile Tagliavini

di Daniela Fratini
Cronaca

Anche gli strozzini alzano i tassi d’interesse. Tanto che un debito può arrivare in un anno ad aumentare persino del 200 per cento. E quando i soldi non vengono restituiti gli usurai diventano feroci e le loro vittime restano come topi in trappola. Possono arrivare a tutto, torturano i loro debitori, li umiliano davanti a mogli e figli, rompono gambe, spezzano braccia e possono arrivare persino al sequestro. Come è successo a un imprenditore romano, picchiato, minacciato e infine rapito per due giorni. Isolato e trasferito in due diversi appartamenti e costretto poi a reperire il denaro da consegnare agli usurai sotto la sorveglianza di un carceriere.

Un incubo per il professionista romano che era caduto nelle mani degli strozzini all’Ardeatino per un prestito di soli 2mila euro ottenuto a interessi altissimi e lievitato in un solo anno a ben 360mila euro, tanto da mandare sul lastrico la vittima. La banda di usurai, marito e moglie, macellai, aiutati dal fratello di lui e da un pugile professionista, Emiliano Tagliavini, tutti arrestati ieri, quando si sono accorti che l’uomo non sarebbe stato in grado di pagare le rate del debito, lo scorso 14 gennaio lo hanno sequestrato e minacciato: “da oggi in poi stai con noi fino a quando porti tutti i soldi altrimenti non rivedrai più né tua moglie né tua figlia” gli avevano intimato.

Poi, tutti i giorni fino al sequestro l’uomo aveva ricevuto minacce. “Ogni ora che passa io sono finito, non ce la faccio ad arrivare fino a domani, oggi mi massacrano di botte, non ce la faccio più a prendere botte, ho tutto il viso rovinato”, diceva al telefono agli amici a cui chiedeva il denaro per saldare il debito. Tutto questo per un prestito di appena duemila euro, chiesto nel luglio 2017, denaro a cui i titolari della macelleria avevano apllicato da subito un tasso del 30 per cento entro un mese.

Da quel momento per l’imprenditore era iniziato un vero e proprio calvario. E nonostante anelli, quadri di pregio e una ipoteca sulla casa, gli strozzini non si erano accontentati. I carabinieri, che avevano messo sotto intercettazione il suo telefono, sono riusciti però a localizzare il posto dove il professionista era tenuto segregato e sono intervenuti in tempo. Adesso le indagini proseguono per verificare se altre persone siano finite vittime dei coniugi usurai mentre la loro macelleria all’Ardeatino è stata chiusa per carenze igienico-sanitarie. I quattro sono accusati di sequestro di persona, estorsione e usura in concorso ma le indagini proseguono per individuare eventuali altre vittime.