La cultura arma letale per le mafie. Dal 19 giugno a Lamezia Terme la nona edizione di “Trame”. Tra gli ospiti del festival Gratteri, Morra e Segre

di Antonio Acerbis
Cultura

Come ogni anno, un programma fitto di nomi, appuntamenti, presentazione di libri e documentari. Per testimoniare con sola voce, corale e organica, che soltanto la cultura può permettere quella riemersione sociale e civile dalla melma mafiosa. Solo la testimonianza che si fa libro, e dunque voce, consente di chiudere in un angolo la brutalità delle criminalità organizzate. E c’è un festival, su tutti, che è emblema di questa sfida, vinta ogni anno, in ogni edizione, ma che non è mai conclusa né potrebbe mai esserlo perché la guardia non può essere mai abbastanza.

È il festival di Trame, il tradizionale appuntamento a Lamezia Terme che quest’anno si terrà dal 19 al 23 giugno 2019 con cinque giornate di incontri, spettacoli, proiezioni e concerti per diffondere il valore della legalità attraverso la cultura e la partecipazione. Il tema della nona edizione è “Voi che vivete sicuri…”, un tema molto attuale e un omaggio a Primo Levi a cento anni dalla nascita: “Saluto con vero piacere il Festival “Trame”, – si legge nel saluto della senatrice a vita Liliana Segre (nella foto), che sarà anche lei presente al festival – Quest’anno sono state scelte giustamente le parole di Primo Levi, si tratta di un atto di accusa contro ogni indifferenza ed ogni cecità verso i problemi delle persone e del mondo. E quello della mafia è certamente uno dei problemi più gravi del nostro Sud, ma in verità dell’intero Paese”.

E a testimoniare l’impegno contro l’anti-stato nomi di prim’ordine: Nicola Gratteri, Giovanni Tizian, Marco Travaglio, Nando Dalla Chiesa, Nicola Morra, Francesco d’Ayala, Massimo Bray, Mimmo Gangemi, Salvatore Curcio. Non mancheranno, però, anche le occasioni di spettacolo con appuntamenti di jazz, teatro, proiezioni e istallazioni, come il concerto del Paolo Damiani trio, di Francesco Cafiso con il Francesco Scaramuzzino Trio, lo spettacolo Volevo solo fare il giornalista in Calabria. Storia di Alessandro Bozzo con Salvo Piparo. Grande attesa, poi, per l’anteprima nazionale dell’Intervista impossibile a Leonardo Sciascia di Gaetano Savatteri, con Ninni Bruschetta e Laura Cannavò.

Sempre allo scrittore siciliano, è dedicata la mostra fotografica Quasi vedendosi in uno specchio. A trent’anni dalla scomparsa di Sciascia di Angelo Pitrone. Ma come ogni anno il festival sarà l’occasione di confronto, a partire dalle storie di vita vissuta. Perché le mafie si sfidano e si sconfiggono con trame fitte, annodate e mai scisse, mai singole. E questa è la ragione per cui, secondo lo stile di Trame, gli incontri saranno aperti al confronto con il pubblico, svolti a più voci. Come occasione per approfondire tematiche e raccontare testimonianze.