La maxi gara Consip sul contact center finisce nel pantano. Candidature arrivate da 23 società

di Stefano Sansonetti
Economia

Il pantano in cui è finita Consip ormai sta risucchiando anche alcuni ricchissimi bandi di gara. Una situazione che, se per caso ce ne fosse ancora bisogno, dimostra quanto sia urgente un nuovo corso operativo nella Centrale acquisti controllata dal Tesoro. Si prenda la maxi commessa per servizi di contact center a favore delle Pubbliche amministrazioni, del valore massimo di 132 milioni di euro. Indetta l’11 ottobre del 2016, ancora oggi la gara deve essere assegnata, dopo tutta una serie di proroghe e correzione dei documenti. Ma non c’è solo questo. Tanto per cominciare sulla commessa è piovuto l’interesse della bellezza di 23 aziende pretendenti, tra candidature singole e all’interno di raggruppamenti. Si tratta peraltro di società tutte ammesse alla gara sulla base di un provvedimento di ammissione firmato lo scorso 7 marzo dall’amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni, oggetto delle cinque mozioni votate al Senato martedì. Tra i pretendenti più importanti ci sono il gruppo Almaviva, Telecom Italia (con Abramo Costumer Care e Youtility Center), Visiant (con Engineering Ingegneria informatica), 3G Spa, E-Care (con EXITone), Gpi Spa (con Network Contacts ed Eletronica Bio Medicale). Dopo le ammissioni la procedura sembrava poter volgere al termine. E invece lo scorso 6 aprile è scattata la sostituzione di un componente della Commissione giudicatrice, mentre l’altro lunedì è stata la volta della sostituzione del segretario della Commissione di gara. Insomma, sembra di trovarsi in un tunnel alla fine del quale non si vede ancora una luce. Con tutti i rischi che questo comporta. Proprio per tale ragione, Marroni o non Marroni, è necessario che il Tesoro dia impulso a un nuovo corso all’interno della società.

Twitter: @SSansonetti

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