La solita Agenzia del farmaco. Maxi bando per un consulente. Bisogna aggiornare il prontuario nazionale. Nessuno degli oltre 600 dipendenti si fa avanti

di Sergio Patti
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10Melazzini

La sua principale missione è vigilare sui farmaci. Per questo motivo dispone di oltre 600 dipendenti, destinati a diventare 750. Ma per realizzare una delle cose in assoluto più rilevanti, cioè l’aggiornamento del prontuario farmaceutico, l’Aifa – Agenzia nazionale del farmaco – sta per assumere un collaboratore esterno con un contratto da 375mila euro in tre anni. Il bando, che peraltro dava appena quindici giorni di tempo agli eventuali interessati per presentare la domanda, riporta un passaggio a dir poco incredibile: l’Agenzia sostiene infatti di aver svolto un interpello al suo interno e nessuno tra tanti addetti avrebbe dato la disponibilità ad occuparsi di quello che dovrebbe essere il punto primo dell’attività istituzionale. Il motivo, a quanto può ricostruire La Notizia, è che il posto con relativo stipendio è già stato assegnato prima ancora di far partire il bando di gara, premiando un ben preciso collaboratore già presente da anni in Aifa. Per questo motivo abbiamo chiesto chiarimenti all’Agenzia di cui è direttore generale il professore Mario Giovanni Melazzini, arrivato a coprire tale incarico per indicazione dell’allora ministro Beatrice Lorenzin, dopo essere stato presidente della stessa Aifa ai tempi in cui gestiva tutto il professore Luca Pani, poi uscito sull’onda di forti polemiche per i maxi compensi che si auto corrispondeva. L’Agenzia del farmaco spiega che anche il neo ministro della Salute, Giulia Grillo (M5S) è d’accordo sulla necessità di promuovere nuovi strumenti di governance della farmaceutica, e il prontuario farmaceutico nazionale, con tutte le informazioni essenziali sulle specialità medicinali che possono essere prescritte a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non subisce revisioni dal 2006, se non una molto parziale del 2014. Tralasciando ogni considerazione su come mai non si sia provveduto agli aggiornamenti in tutti questi anni, ora Aifa decide di provvedere, ma chiamando da fuori un unico professionista, stranamente con la specifica condizione che sia medico e non un economista, come forse più opportuno visto che la funzione del prontuario farmaceutico è di orientare gli indirizzi e gli obiettivi dell’Agenzia in termini economici e finanziari.

Meglio di Superman – Aifa spiega inoltre che i 125mila euro l’anno di compenso equivalgono a solo 94mila lordi. Un signore che deve decisamente valerli tutti, e anche di più, visto che da solo dovrà “sviluppare non solo il metodo di revisione del prontuario, ma al contempo provvedere allo sviluppo di un metodo per l’implementazione delle decisioni regolatorie a livello regionale e per la misura dell’impatto nell’ambito dell’uso appropriato di medicinali”, “dovrà fornire una consulenza di tipo farmaco-epidemiologico per l’analisi dei dati raccolti attraverso i diversi flussi” e “valutare efficacia e sicurezza delle nuove terapie e delle decisioni regolatorie associate”. Un lavorone, insomma, per una professionalità che pare scelta ad personam, con uno stile in passato diffuso in Aifa e che a quanto pare sembra ritornare.

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