M5S, sempre gli stessi guerrieri. Anche l’Ue adesso l’ha capito. Parla l’eurodeputata 5S, Gemma: “Ora il salario minimo. Da Gentiloni ci aspettiamo coraggio. Altrimenti…”

di Carmine Gazzanni
L'intervista
Maria Chiara Gemma

Il Movimento cinque stelle non si è piegato al sistema. Ma, anzi, “oggi grazie ai Cinque stelle anche in Europa al centro ci sono i temi”. Dal lavoro ai migranti. Ne è certa l’eurodeputata Maria Chiara Gemma, professoressa all’Università di Bari, fortemente voluta a Bruxelles da Luigi Di Maio, che l’ha candidata come capolista al Sud.

Onorevole, partiamo dai migranti. Sarebbe vicina una soluzione temporanea per i ricollocamenti. È soddisfatta di questo primo passo o siamo lontani da una soluzione effettiva?
La soluzione temporanea è un primo passo nella giusta direzione perché finalmente l’Europa dimostra di voler tendere la mano all’Italia subito, addirittura prima dell’insediamento della nuova Commissione europea che avverrà il prossimo 1 Novembre. Tuttavia, serve una soluzione duratura e credibile. I confini italiani sono confini europei quindi noi lottiamo per una vera e non ipocrita solidarietà europea e sposiamo la linea del governo di una redistribuzione preventiva dei migranti. Lo stallo sulla riforma del regolamento du Dublino mina la credibilità e la tenuta del progetto europeo. Finalmente con il nuovo governo l’Italia si mette alle spalle una stagione urlata nei rapporti con l’Europa sul tema immigrazione.

Viene da pensare che già prima chi di dovere avrebbe dovuto partecipare agli incontri in Europa tra i ministri dell’Interno invece di disertarli….
I numeri sono impressionanti. In 14 mesi di governo ci sono state 7 riunioni dei Ministri dell’interno in Europa, Salvini ha partecipato solo a una riunione informale dei ministri dell’Interno, il 18 luglio a Helsinki. Questo dimostra una totale mancanza di serietà nell’affrontare i problemi degli italiani che si risolvono nei luoghi che contano, non al Papeete.

Altro ambito di confronto tra Italia e Ue sarà quello economico. Gli occhi sono puntati sulla prossima Manovra italiana e sulle risposte europee. I “falchi”, penso a Dombrovskis, ci sono sempre…
Le deleghe a Dombrovskis possono rassicurare qualche falco, nostalgico dell’austerity, ma quello che conta per noi è il programma del Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen che chiaramente spinge per la revisione del Patto di Stabilità e per un’Europa più sociale. Il varo del salario minimo europeo è una sua priorità.

Cosa pensa di Paolo Gentiloni in Commissione? Fino a pochi mesi fa era un nome inimmaginabile per i 5 Stelle….Cosa si aspetta da lui?
Ci aspettiamo coraggio e discontinuità. Noi siamo una forza post-ideologica, se saprà portare risultati utili per i cittadini saremo i primi a sostenerlo, altrimenti…

C’è chi dice che il Movimento è passato dalle parole guerriere contro il sistema ad essere parte del sistema. Condivide?
Le parole guerriere, se non sono accompagnate da una azione politica di cambiamento fatta dentro le Istituzioni, sono un puro virtuosismo. Essere al governo non è un fine ma un mezzo per cambiare l’Italia e l’Europa.
In definitiva, cosa dobbiamo aspettarci: il Movimento sta cambiando il “sistema” Ue o sta avvenendo il contrario?
Il Movimento 5 Stelle è nato per rompere certi schemi che avevano avvelenato la vita politica italiana. Oggi, grazie a noi, ci sono al centro i temi: la lotta alla disoccupazione, gli stipendi dei cittadini, il taglio dei parlamentari e la rivoluzione verde necessaria per salvare il nostro Pianeta. Noi ci siamo, con le nostre idee e la voglia di cambiare.

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