Ministro dell’Interno assente sulle mafie italiane. Per la deputata Dieni (M5S), membro del Copasir: “L’emergenza non sono gli stranieri in arrivo sui barconi”

di Clemente Pistilli
L'intervista
FEDERICA DIENI

Sembra che la grande emergenza in Italia siano i migranti che vengono soccorsi dalle navi umanitarie nel Mediterraneo. A sentire il ministro dell’interno Matteo Salvini non ce ne sarebbe una maggiore. Ma quella che è ormai una bandiera per la Lega ogni giorno che passa sembra sempre più sfilacciata. Il Movimento Cinque Stelle in particolare a stare sotto quel vessillo non appare più disposto.

Onorevole Federica Dieni, il tema dei migranti e dei porti chiusi continua ad essere centrale nel dibattito. Lei, che è anche un membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ritiene che come ha detto il ministro Salvini le navi ONG siano equiparabili agli scafisti?
Posso rispondere personalmente e non come membro del Copasir e ritengo che non vi sia tale emergenza. In questo momento il tema immigrazione viene usato sia da destra che da sinistra in modo strumentale, per fare consenso. Occorre invece essere lucidi e sensibili verso le persone che affrontano questi viaggi , ricordando sempre che loro sono le vittime. Si dovrebbe quindi modificare il Trattato di Dublino e provvedere a un’equa ripartizione dei migranti tra i vari Stati.

Le elezioni europee si avvicinano. State lavorando anche a questo?
L’abbiamo messo nel programma. Poi ovviamente serviranno i numeri e il supporto in Europa anche degli altri gruppi politici. Il tema migranti è il tema del giorno perché Salvini lo utilizza molto strumentalmente per la sua campagna elettorale. Sta cercando di spostare l’attenzione, come ha detto bene Di Maio, dal vero problema che è quello della corruzione.

Il Viminale giovedì ha diffuso i dati relativi alla diminuzione dei reati nei primi tre mesi di quest’anno e contestualmente quelli sulla diminuzione degli stranieri presenti nei centri di accoglienza. Vi è una effettiva correlazione tra i due elementi?
Credo che la correlazione vi sia tra reati, mancanza di occupazione e disagio sociale. Una situazione che riguarda sia gli stranieri che gli italiani. Essere tornati a parlare di lavoro e aver introdotto il reddito di cittadinanza può nel tempo ridurre quantomeno la microdelinquenza. Bisogna puntare in alto. Vengo dalla Calabria e credo che il ministro dell’interno dovrene occuparsi di criminalità organizzata che ha messo le mani ovunque. Quello è un fronte su cui serve pulizia maggiore.

Su un piano ancora più politico, a suo avviso come andrebbero gestiti i migranti presenti sul territorio nazionale?
La gestione dovrebbe essere totalmente pubblica e andrebbe dunque tolta alle coop presenti sul territorio. Sicuramente poi è necessario un controllo minuzioso sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Per fare un esempio, sempre in Calabria, c’è il centro di accoglienza di Crotone che, come emerso da alcune inchieste, era sfruttato anche dai partiti a livello locale. Ci sono indagini su intrecci tra politica, criminalità organizzata e chi gestisce il business dell’immigrazione business. Ecco il business va eliminato garantendo però gli arrivi in maniera sicura.