Nuovo super valzer di poltrone di Stato. Ed è battaglia tra renziani e boiardi fino all’ultimo strapuntino

di  Stefano Sansonetti

La posta in palio è molto alta. In ballo ci sono decine di poltrone in società di Stato soltanto apparentemente di seconda fascia, in realtà luoghi dove si gestiscono centinaia di milioni di euro (per non dire miliardi). Quella che si sta per aprire è la seconda mega-tornata di nomine dell’era di Matteo Renzi, dopo quella che un anno fa ha ridisegnato i vertici di Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, Poste e Ferrovie. Le mosse che si perfezioneranno nei prossimi giorni, in occasione della scadenza di numerosi Cda, innanzitutto decreteranno l’uscita di alcuni boiardi di lungo corso. Per esempio al Gse (Gestore Servizi Energetici), società controllata dal Tesoro che si occupa dell’appetitoso piatto degli incentivi alle rinnovabili, dopo 9 anni di dominio incontrastato dovrebbe concludersi la parabola del presidente e Ad, Nando Pasquali (finora resistito alle tempeste di destra e sinistra).

LO SCACCHIERE
Così come in Invimit, la società di via XX Settembre che gestisce fondi immobiliari, sta per chiudersi la parentesi del presidente Vincenzo Fortunato, già storico capo di gabinetto dell’allora ministro Giulio Tremonti. Di sicuro su tutto lo scacchiere ci sono gli appetiti dell’entourage renziano di palazzo Chigi, che sta cercando di mettere le sue pedine. E come sempre appare defilato il Tesoro guidato da Pier Carlo Padoan, che schiacciato dal “movimentismo” del giglio magico. Ma non mancano eccezioni. Del resto ci sono partite importanti da giocare in società certo non facili. Si prenda Equitalia, la società di riscossione dei tributi. Qui non ha praticamente chance di rimanere l’attuale Ad, Benedetto Mineo, reclutato dall’allora direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera. Nella società, a quanto pare, sta prendendo corpo una soluzione interna, che dovrebbe portare all’ascesa di Mauro Pastore, attuale direttore regionale del Veneto di Equitalia Nord. Pastore potrebbe assumere la carica di amministratore delegato oppure di direttore generale. In ogni caso agirebbe sotto l’ala “protettrice” dell’attuale presidente, Vincenzo Busa, autentico Visco boy (vicino all’ex ministro Pd delle finanze Vincenzo Visco). A seconda della declinazione finale Busa manterrebbe la carica di presidente o vi aggiungerebbe anche quella di Ad. Altra azienda delicata è Sogei, società informatica di via XX Settembre che gestisce la strategica anagrafe tributaria. I rumors danno piuttosto traballante l’attuale presidente e Ad Cristiano Cannarsa, chiamato a fare pulizia nella società nell’ultima fase dell’era Tremonti (agosto 2011).

GLI ALTRI
Più blindato di lui appare l’attuale amministratore delegato della Consip, Domenico Casalino, che in questi anni pare essersi costruito un buon rapporto con palazzo Chigi. L’importanza della Consip, la centrale acquisti del Tesoro, è data da due cifre: la società è arrivata ormai a gestire appalti per 40 miliardi di euro, su un totale di 130 miliardi di spesa annuale per beni e servizi delle pubbliche amministrazioni. Da Invimit, come detto, uscirà l’attuale presidente Fortunato. Per la sua successione si scommette su un giovane presidente renziano, gradito anche all’attuale direttore del Demanio, l’altro renziano Roberto Reggi. Mentre non dovrebbero esserci problemi per la conferma dell’attuale Ad, Elisabetta Spitz, ex moglie di Marco Follini, che pur di salvare la pelle avrebbe cercato una sponda nell’Ncd. Agli sgoccioli sembra poi essere la storia “infinita” del ramo Monopoli dell’Agenzia delle Dogane. A sistemarsi a capo della struttura, dalla quale si governano giochi e tabacchi, alla fine dovrebbe essere Alessandro Aronica, direttore del personale, a quanto pare in procinto di spuntarla su Italo Volpe, attuale direttore centrale normativa dei Monopoli che sarebbe stato molto gradito a big di settore come Gtech-Lottomatica e Sisal. L’ascesa di Aronica, dicono gli osservatori, sarebbe favorita dal direttore dell’Agenzia delle dogane, Giuseppe Peleggi (anche lui nato anni fa come Visco boy).

LE PEDINE
Tra le partite da concludere c’è quella che si gioca sull’Anas, la società da cui si è appena dimesso Pietro Ciucci. Per la sua successione, qualche giorno fa, era stato fatto il nome del renziano Erasmo D’Angelis, ora a capo della struttura tecnica di missione di palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico. D’Angelis, però, sarebbe già stato prenotato dal nuovo ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, per la guida della strategica struttura tecnica di missione del dicastero delle infrastrutture, quella fino a qualche tempo fa occupata dal boiardo Ercole Incalza (poi finito nell’inchiesta sulle grandi opere). Per il posto di Ad dell’Anas, allora, i nomi più accreditati sarebbero quelli di Domenico Arcuri, oggi Ad di Invitalia, e Mario Virano, già commissario della Tav. Ancora, nelle prossime settimane si deciderà il futuro dell’Enav, che ormai da sette mesi è senza amministratore delegato. I rumors dei giorni scorsi davano in pole Giuseppe Giordo, ex Ad di Alenia Aermacchi. Infine ci sarà da decidere anche il nuovo vertice della Rai (post riforma della governance). A giocarsi la poltrona di Ad saranno in primis Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky Italia, e Antonio Campo Dall’Orto, inventore di Mtv. Entrambi piacerebbero molto a Renzi. Ma vanno tenuti d’occhio anche Vincenzo Novari, Ad di H3G, Marinella Soldi, numero uno di Discovery Sud Europa, e l’intramontabile Franco Bernabè.

Twitter: @SSansonetti

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