Poche sorprese e qualche ripescato eccellente. Il Consiglio dei ministri completa la squadra di Governo. Tra sottosegretari e viceministri sono 45 le nuove poltrone assegnate. Leggi tutti i nomi

dalla Redazione
Politica

di Antonio Pitoni e Giorgio Velardi

Gioco, partita, incontro. Alla fine è arrivata anche la quadra sulla squadra di Governo. Con gli equilibri numerici prestabiliti all’atto della stipula del contratto tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, leggermente modificati dal Consiglio dei ministri che, ieri sera, ha ratificato le nomine. In totale 45: 39 sottosegretari e 6 viceministri (il giuramentto è fissato per oggi alle 13), ripartiti tenendo conto del peso elettorale delle due forze della maggioranza, certificato dalle elezioni del 4 marzo, che sostiene l’Esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte.

LA SQUADRA –  Alcune sorprese e molte conferme, soprattutto per quello che riguarda i fedelissimi dei due leader. Nella compagine di Governo ci saranno infatti Vincenzo Spadafora (sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità e Giovani) e Stefano Buffagni (Affari regionali e autonomie), vicinissimi a Di Maio. Sempre a Palazzo Chigi sbarcheranno anche Guido Guidesi (Lega) e i pentastellati Vincenzo Santangelo e Simone Valente (Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta); Mattia Fantinati (M5S, Pubblica amministrazione); Giuseppina Castiello (Lega, Sud); Vincenzo Zoccano (M5S, Famiglia e disabilità); Luciano Barra Caracciolo (Lega, Affari europei) e Vito Crimi (M5S, Editoria).

Agli Esteri andranno invece i grillini Emanuela Del Re e Manlio di Stefano più Riccardo Merlo (Maie) e Guglielmo Picchi della Lega. Al Viminale, con Salvini, ci saranno i leghisti Stefano Candiani e Nicola Molteni con i pentastellati Luigi Gaetti e Carlo Sibilia. Alla Giustizia, Vittorio Ferraresi (M5S) e Jacopo Morrone (Lega). Mentre alla Difesa affiancheranno la ministra Elisabetta Trenta, Angelo Tofalo (M5S) e Raffaele Volpi (Lega). Capitolo Economia: con il ministro Giovanni Tria, per i Cinque Stelle ci saranno Laura Castelli (M5S, viceministro) e Massimo Garavaglia (Lega, viceministro) mentre l’altro 5S Alessio Villarosa sarà sottosegretario con il leghista Massimo Bitonci. Con Di Maio, al Mise, i fedelissimi Andrea Cioffi e Davide Crippa con il leghista Dario Galli e il prof. indipendente Michele Geraci. Al Lavoro e Politiche sociali, invece, ecco Claudio Cominardi (M5S) e Claudio Durigon (Lega).

All’Agricoltura, Franco Manzato (Lega) e Alessandra Pesce, già indicata come ministra “tecnica” dal capo politico del M5S. Ad affiancare Sergio Costa all’Ambiente andranno Vannia Gava (Lega) e Salvatore Micillo (M5S), mentre con Danilo Toninelli ai Trasporti sbarcheranno Michele Dell’Orco (M5S) e i fedelissimi di Salvini, Edoardo Rixi e Armando Siri. All’Istruzione, Di Maio ha “ripescato” Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano, mentre ai Beni culturali c’è la leghista bolognese Lucia Borgonzoni con il grillino Gianluca Vacca. Alla Salute, infine, andranno Armando Bartolazzi (M5S) e Maurizio Fugatti (Lega). Ora la partita si sposta in Parlamento per le presidenze delle commissioni, con il nodo ancora da sciogliere su quelle di Garanzia. Da ieri, a pieno titolo, a correre per una poltrona di uno degli organismi bicamerali c’è ufficialmente anche FdI, che potrebbe accomodarsi su quella del Copasir. E il Pd trema.

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