Ponte Morandi, indagato un altro dirigente del ministero delle Infrastrutture. E intanto sul decreto Genova è polemica sulle risorse stanziate

dalla Redazione
Cronaca

Si allunga la lista delle persone indagate per il crollo del Ponte Morandi a Genova dello scorso 14 agosto, costato la vita a 43 persone. Si tratta di un dirigente del ministero delle Infrastrutture.

Il dirigente è finito sotto la lente in seguito all’interrogatorio del funzionario della Divisione 1 Bruno Santoro, che si è tenuto nella giornata di sabato. Adesso sono in tutto 21 le persone indagate tra ministero delle Infrastrutture, Autostrade, Spea e Provveditorato, oltre a due società, Aspi e Spea.

Nel frattempo, riferiscono le agenzie di stampa citando fonti governative, il decreto sul crollo del ponte Morandi a Genova è stato trasmesso alla Camera dei deputati ed è stato assegnato alle commissioni Ambiente e Trasporti. Un decreto le cui risorse sarebbero “inadeguate”. Che siano necessari investimenti maggiori lo sostengono sia esponenti di Fratelli d’Italia che di Liberi e Uguali. Insomma partiti quanto più distanti possa esserci in Parlamento. Una circostanza che fa pensare sia necessario tirare le somme e verificare se le risorse previste siano davvero sufficienti.

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