Salvini fa più danni del virus cinese. L’epidemia piega le borse ma lo Spread migliora per il flop leghista

di Carola Olmi
Economia

Da non credersi: i mercati temono il virus sovranista più di quello letale e misterioso del coronavirus partito dalla Cina, e che conta già oltre ottanta morti accertati ufficialmente, centinaia di contagiati e spese per miliardi di dollari tra costi della prevenzione e mancati guadagni dei comparti commerciali e dei trasporti. Mentre tutte le Borse mondiali andavano giù sensibilmente, compresa la nostra Piazza Affari, solo i BTp italiani si scambiavano con volumi tonici sul mercato secondario, chiudendo le contrattazioni vicini ai massimi di giornata.

Il motivo? L’ottimismo per la vittoria del Centrosinistra alle elezioni regionali in Emilia Romagna. Lo stop alla Lega di Matteo Salvini, secondo gli operatori attivi sui mercati obbligazionari, aiuta a consolidare il Governo Conte e questo ha contribuito a spingere gli acquisti sui titoli di Stato. Così il rendimento del BTp benchmark decennale ha terminato la seduta all’1,05%, tornando su livelli che non si vedevano dallo scorso novembre. Molto positiva anche la performance dello spread BTp/Bund che, al termine degli scambi, si è attestato a 143 punti base, ben 13 punti in meno rispetto alla chiusura dello scorso venerdì, anch’esso su livelli non lontani da quelli di più di 3 mesi fa.

L’ALLARME DELL’OMS. Parallelamente i timori legati alla diffusione del coronavirus dalla Cina affondavano le Borse europee nella prima seduta della settimana. A Milano il Ftse Mib ha ceduto il 2,31%, e hanno chiuso in netto ribasso anche Parigi (-2,7%), Francoforte (-2,7%) e Londra. A far crescere l’allarme è stata in particolare l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha corretto al rialzo, a “elevata” a livello internazionale da “moderata”, la propria valutazione della minaccia rappresentata dal virus. Penalizzati tutti i settori, a partire dai tecnologici, con auto e viaggi (compagnie aeree, società di gestione aeroportuale e catene alberghiere) tra i più colpiti dalle vendite in tutto il Vecchio Continente.

A Piazza Affari, in fondo al listino principale è precipitato il titolo Cnh Industrial (-6,94%), che ha risentito di una serie di fattori negativi legati alla diffusione del coronavirus e all’introduzione di nuovi dazi Usa a partire dall’8 febbraio prossimo su acciaio e alluminio. In rosso anche Stmicroelectronis (-5,77%), le azioni del gruppo attivo del settore del micro-chip hanno subito forti vendite anche alla Borsa di Parigi. Ha resistito al rialzo Italgas (+1%), sostenuto dal giudizio positivo degli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno alzato la raccomandazione sul titolo a “buy” da “hold” con target price portato a 6,30 euro da 5,60.

POCO OTTIMISMO. Intanto il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha anticipato la pubblicazione a febbraio delle nuove stime macroeconomiche sull’Eurozona, avvertendo che la Commissione non si aspetta molti cambiamenti sul piano della crescita. Le stime di novembre indicavano una crescita del Pil quest’anno e l’anno prossimo all’1,2%.

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