Sanità, nomine pazze in Calabria. Tra amici di partito e pensionati. Nelle Asl spuntano fuori ex candidati sindaci. Alla faccia di tutte le norme sull’ineleggibilità

È proprio il caso di dirlo: il lupo – anzi, u lupu – perde il pelo ma non il vizio. E u lupu in questione (questo il suo soprannome) è il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Già, perché al di là dei mille annunci di cambiamento sbandierati in campagna elettorale, quello che sembra è che ben poco sia cambiato dalla precedente gestione targata Giuseppe Scopelliti. Specie per quanto riguarda il terreno minato della sanità, per cui la Calabria è commissariata dal 2010 e all’interno del quale continuano ancora oggi a trovare spazio nomine ad hoc per amici indimenticati.

TI NOMINO SE TI CANDIDI
Questo, perlomeno, è quello che si potrebbe pensare andando ad esaminare gli ultimi incarichi affidati dal governatore. Come quello per Santo Gioffrè a commissario dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria. Pochi, probabilmente, conoscono il Santo al di fuori della Calabria, ma negli ambienti regionali è cosa risaputa che Gioffrè sia molto vicino al Partito Democratico. Guarda caso, lo stesso partito di Mario Oliverio. Ma c’è dell’altro. Già, perché Gioffrè nel 2013 si è candidato a sindaco per il comune reggino di Seminara. “Beh, che male c’è”, si dirà. Peccato però che la legge – esattamente l’articolo 8 del decreto legislativo n. 39 del 2013 – chiarisca che gli incarichi apicali in ambito sanitario (e quello da commissario è assolutamente equiparabile a quello di direttore generale, avendo nei fatti la stessa funzione) “non possono essere conferiti a coloro che nei cinque anni precedenti siano stati candidati in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendano il territorio della ASL”. Esattamente come nel caso di Gioffrè. Sarà soltanto un caso, probabilmente. Una svista. Chissà. Certo è che è ben accompagnata. Altro giro, altro nome: questa volta parliamo di Franco Le Pera, da poco nominato direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Il dubbio che anche quest’incarico sia in realtà inconferibile potrebbe essere più che fondato dato che anche Le Pera, nel 2014, ha pensato bene di candidarsi sindaco di Cropani, comune della provincia di Catanzaro. Insomma, in Calabria sembra proprio che venga nominato solo chi si candida. Pure se è contra legem. E a nulla sono valsi, almeno fino ad ora, interrogazioni, lettere ed esposti che pure sono stati presentati (nella fattispecie dalla deputata M5S Dalila Nesci), ai quali – almeno ad oggi – nessuno ha risposto.

PENSIONATI ALL’ASSALTO
Ma non è finita qui. Spazio, infatti, anche ai pensionati. È il caso di Giulio Carpentieri, nominato direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, nonostante sia un dirigente della Regione in pensione e nonostante – a riguardo – una circolare del ministro Marianna Madia pubblicata a febbraio abbia chiarito il divieto di conferire incarichi pubblici di dirigenziali a dipendenti collocati in quiescenza “impedendo che gli incarichi di vertice siano occupati da dipendenti più giovani”. Insomma, nulla da fare. Ancora una volta.

AUTISTI PER TUTTI
C’è da stupirsi? Probabilmente no. Anche se infatti volessimo girare pagina ed esaminare altri ambiti, il discorso non cambia. Basti questo: la prima consulenza affidata da u lupu risale agli inizi del 2015. A goderne è stato l’autista di sempre, Giovanni Varca, di San Giovanni in Fiore (Cosenza) esattamente come il governatore, che godrà di un contratto da 37 mila euro annui. Peccato però che anche Varca, dopo aver lavorato sia al Comune che alla Regione, è in pensione. E la circolare Madia? Fuffa. Qualcuno, però, avrebbe potuto offendersi. E allora la trovata per accontentare tutti è stata colta dal consigliere Pd Sebi Romeo che, nella legge di modifica dello statuto regionale, ha presentato un emendamento che prevede la possibilità, per ogni assessore, di moltiplicare i suoi assistenti: ora ogni membro di giunta potrà, se vuole, nominare 2 segretari, 2 responsabili amministrativi e 2 autisti. Oliverio gratias.

Ospedali allo sbando. Il commissario contro il Consiglio di Stato

 

Non c’è niente da fare. Nella sanità calabrese non c’è sentenza che tenga. Nemmeno se a pronunciarla è il Consiglio di Stato. E così capita che gli ospedali cosentini di Praia a Mare e Trebisacce (provincia di Cosenza) non riapriranno, nonostante questo fosse stato disposto dall’organo già dal 2013, visto il potenziale bacino di utenza.

LA DECISIONE
A deciderlo è stato il commissario per la sanità calabrese Massimo Scura che ha preferito non inserire nella nuova rete ospedaliera, approvata pochi giorni fa, la riattivazione delle due strutture. Molto meglio invece pensare all’odontoiatria di Cosenza che, senza apparenti ragioni, da struttura semplice diventerà complessa, godendo dunque di maggiori fondi. Sarà una coincidenza, ma a guidare il reparto è la dottoressa Simona Loizzo, già coordinatrice locale di Forza Italia e poi provinciale del Pdl.

GLI ALTRI CASI
Ma non è finita qui. Proprio in questi giorni, come racconta Il Corriere della Calabria, sono fioccate le nomine per lo staff della struttura commissariale. E tra gli altri spunta Carmine Dell’Isola, attuale direttore dell’Azienda sanitaria di Catanzaro. Controllore e controllato, dunque, saranno la stessa persona. Insomma, una gestione non molto chiara, quella di Scura.

 

Tw: @CarmineGazzanni

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