Sanremo 2018 parte col botto di ascolti: 52% di share. Ermal Meta e Fabrizio Moro a rischio squalifica. La Rai però non decide e prende tempo sul presunto plagio

dalla Redazione
Spettacolo

Il 68° Festival della canzone italiana è stato aperto da un Fiorello scatenato. Prima delle canzoni spazio allo showman che ha incantato il palco. Promosso a pieni voti anche Pierfrancesco Favino. Il verdetto per la prima puntata del Festival targato Claudio Baglioni è stato sancito dagli ascolti: 11,6 milioni di spettatori per uno share del 52,1% di share. Amche se più che gli ascolti della prima puntata, forti anche dell’effetto sorpresa, conteranno quelli complessivi.

Spazio poi alla musica con le canzoni dei 20 big in gara. A fine serata il direttore artistico Baglioni ha rivelato il  posizionamento per fasce dei big tenendo conto del voto della giuria demoscopica che vale per il 30% sul complessivo. Nella zona blu , quella più alta, ci sono Nina Zilli, Lo Stato Sociale, Noemi, Annalisa, Max Gazzè, Ron, Ermal Meta-Fabrizio Moro. Nella zona gialla, quella intermedia: Luca Barbarossa, Mario Biondi, The Kolors, Elio e Le Storie Tese, Giovanni Caccamo, Ornella Vanoni-Bungaro-Pacifico. Nella zona rossa: Decibel, Diodato e Roy Paci, Renzo Rubino, Enzo Avitabile con Peppe Servillo, Red Canzian, Le Vibrazioni, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli.

L’attenzione però, al momento, è tutta su “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro. I due sarebbero a rischio squalifica e già oggi potrebbe arrivare il verdetto. La loro canzone, data per favorita assoluta, non sarebbe un inedito assoluto come prevede il regolamento di Sanremo. Inizialmente nel mirino sembrava essere finito il ritornello  molto simile a un brano presentato a Sanremo Giovani nel 2016. Il brano è firmato anche da Andrea Febo che della canzone “Silenzio” presentata a Sanremo Giovani 2016 era tra gli autori. Una circostanza che consentita dal regolamento. Maggiori accertamenti, invece, sembrano riguardare la verifica relativa all’avvenuta  riproduzione pubblica o meno di quella canzone. Ci si attendeva una risposta sulla questione già oggi in conferenza stampa, ma la Rai ha preferito prendere tempo. Angelo Teodoli, direttore di Rai 1, ha spiegato che “prevale la tesi difensiva e protettiva nei confronti degli artisti” e “innanzitutto c’è la presunzione di innocenza”. Riguardo l’ipotesi avanzata da qualche giornalista di cambiare il regolamento alla luce di quanto accaduto, ha risposto che “non si fa un cambiamento in corso, faremo le valutazioni con calma”.

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