Scuola nel caos. Ricorsi a raffica dei docenti per i trasferimenti. E pure la chiamata diretta prevista dalla Riforma finisce di nuovo nel mirino

di Alessia Rossi
Scuola

Rischia di partire col piede sbagliato il nuovo anno scolastico. Perché la riforma targata Renzi-Giannini risulta ancora essere in parte incompiuta a causa di migliaia di ricorsi di docenti relativi ai trasferimenti. Sono tantissimi i docenti del sud che sono stati assegnati al nord nonostante i punteggi elevati, tanto da far sospettare qualche anomalia nell’algoritmo che ha gestito le assegnazioni agli istituti. I docenti che hanno avuto dubbi a riguardo hanno inviato al ministero di viale Trastevere una richiesta di conciliazione che verrà sanata o meno da una task force chiamata a prendere le decisioni finali. Tutte le operazioni da mettere in atto si sarebbero dovute concludere entro il 31 agosto, ma la situazione è ancora in alto mare. E lo slittamento di tutte le procedure è quasi una certezza.

CHIAMATA DIRETTA CHE CAOS – Insorgono i sindacati contro la chiamata diretta degli insegnanti e proteste sono state annunciate per i prossimi giorni. ‘Con la pubblicazione degli avvisi dei Dirigenti scolastici per le scuole secondarie di secondo grado si avvia a conclusione la prima attuazione della chiamata diretta e, come avevamo ampiamente previsto si sono verificati numerosi episodi di discriminazione nei confronti dei docenti”, ha denunciato in una nota Rino Di Meglio della Gilda degli Insegnanti, “con la chiamata diretta i diritti dei docenti sono a rischio. Sono stati segnalati sia dalle nostre sedi provinciali sia dalla stampa specializzata e generalista decine di casi di dirigenti scolastici che hanno pubblicato avvisi non conformi alla normativa o che durante il  colloquio hanno indagato se l’insegnante avesse intenzione di sposarsi a breve, di diventare genitore o di chiedere il part-time. Altri  ancora hanno voluto le fotografie dei docenti prima di proporre l’incarico o imposto un video di presentazione. Per non parlare delle colleghe in gravidanza relegate alla scelta degli Uussrr (Uffici scolastici regionali)”. Simile denuncia sulla chiamata diretta arriva anche dall’Anief: “Siamo al ‘fai da te’ nei colloqui per selezionare i docenti collocati negli ambiti territoriali. Un numero sempre maggiore di questi colloqui prevedono un modus operandi “discutibile” che indaga nella vita privata dei candidati, andando oltre le indicazioni ministeriali”.

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