Semplificazioni fiscali: ecco la rivoluzione M5S – Lega. Cosa prevede la proposta della maggioranza per ridurre gli oneri dei contribuenti

di Antonio Pitoni
Politica

Una piccola rivoluzione. Contenuta in una serie di misure che semplificano il farraginoso rapporto dei contribuenti con il Fisco. Introducendo, peraltro, nuovi strumenti di sostegno all’economia – rigorosamente reale – e per il contrasto all’evasione fiscale. è l’obiettivo dichiarato della proposta di legge gialloverde che vede come prima firmataria la presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Carla Ruocco, del Movimento Cinque Stelle, seguita a ruota dal collega della Lega, Alberto Luigi Gusmeroli. Segno della solidità dei rapporti che, almeno a livello parlamentare, si vanno via via rinsaldando, su determinate materie, tra i due azionisti della maggioranza che sostiene il Governo Conte. Ma cosa prevede nello specifico il testo che a breve sarà incardinato alla Camera, proprio nella commissione presieduta dalla Ruocco, e che La Notizia ha potuto visionare?

Fisco più facile – Per ridurre gli oneri fiscali a carico dei contribuenti, i 36 articoli della proposta di legge aboliscono, innanzitutto, le comunicazioni relative alle “liquidazioni Iva in concomitanza con l’avvio a regime dell’obbligo di fatturazione elettronica tra operatori economici”. Parallelamente “l’adempimento comunicativo dell’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute”, il cosiddetto spesometro, “diventa a cadenza annuale”. Ma non è tutto. È fatto espresso divieto all’Amministrazione finanziaria “di chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, dati ed informazioni già in possesso della stessa”. Come “la certificazione unica ed il modello 770 dei sostituti d’imposta”. Viene poi ampliato il ricorso al modello F24 per i pagamenti, “con le conseguenti possibilità di compensazione”, allargando “le tipologie di tributi” che si possono versare con questo strumento. Come l’imposta sulle successioni e donazioni, l’imposta di registro, ipotecaria, catastale, delle tasse ipotecarie, dell’imposta di bollo, quella comunale sull’incremento di valore degli immobili e quella sostitutiva sui finanziamenti a medio e lungo termine, oltre ai tributi speciali e locali, incluse le tariffe per i servizi nonché dei relativi accessori, interessi e sanzioni, compresi gli oneri e le sanzioni dovuti per l’inosservanza della normativa catastale. E non finisce qui. I parlamentari di M5S e Lega puntano anche ad “introdurre il contraddittorio tra contribuente ed Ufficio finanziario come fase endoprocedimentale obbligatoria in tutti i procedimenti di controllo fiscale”. Contraddittorio, in altre parole, che dovrà instaurarsi “in via preventiva rispetto alla formazione dell’atto impositivo”. La proposta di legge stabilisce inoltre che “anche agli atti normativi in materia tributaria, creditizia e di giochi pubblici”, oggi esclusi, si applichino in futuro “le disposizioni in tema di compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi”.

Iva e sanzioni – Capitolo split payment. Ovvero la scissione dei pagamenti, attraverso la quale i fornitori della Pubblica amministrazione emettono fattura ma non incassano l’Iva, che la stessa Pa versa direttamente al Fisco. Il testo introduce, al riguardo, “in alternativa al rimedio del rimborso Iva in via prioritaria”, un meccanismo “simile al plafond” utilizzato dagli esportatori abituali. “Così da evitare l’addebito dell’Iva da parte dei fornitori, fino a concorrenza delle operazioni attive rientranti nell’ambito di applicazione della disciplina della scissione dei pagamenti”. Sanzioni attenuate, poi, “per l’utilizzo di assegni bancari e postali per importo pari o superiore a 1.000 euro sprovvisti dell’indicazione del beneficiario e della clausola di non trasferibilità”. Mentre vengono introdotti “limiti di pignorabilità sulle somme e crediti dovuti a qualsiasi titolo per l’attività svolta dalla persona fisica nell’esercizio della propria impresa, arte o professione”. La proposta M5S-Lega prevede inoltre “la riduzione dell’aliquota dell’Iva al 5 per cento su tutti i prodotti beni e servizi destinati alla prima infanzia, alla disabilità e alla non autosufficienza, non solo dell’età geriatrica”.