Si allarga l’inchiesta Consip. L’ad Marroni denuncia i ricatti di Tiziano Renzi e Denis Verdini: “mi dissero che erano arbitri del mio destino”

dalla Redazione
Cronaca
Tiziano Renzi continua a negare ogni addebito. Ma, almeno stando alle ricostruzioni giornalistiche, l’inchiesta Consip si allarga. E non solo tocca sempre di più il padre dell’ex premier ma ora arriva a coinvolgere pure Denis Verdini. A rivelare questo importante passaggio, l’inchiesta esclusiva de L’Espresso, in edicola domenica.Nell’inchiesta si parla della deposizione di Luigi Marroni, amministratore delegato di Consip: le accuse nei confronti del padre dell’ex premier sono pesantissime. “L’imprenditore Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire su un appalto da 2,7 miliardi di euro per conto del babbo di Matteo e di Verdini”.Queste le parole pronunciate davanti ai pm napoletani Henry John Woodcock e Celeste Carrano e anticipate oggi sul sito dell’Espresso. “Mi dissero che erano gli arbitri del mio destino professionale”.La cosa curiosa, peraltro, è che nell’intervista pubblicata da Repubblica giovedì mattina, lo stesso Marroni si è limitato ad ammettere: “La gente pensa di potermi chiedere favori. Il segreto è uno solo: non fare questi favori, anche se dire no magari comporta un prezzo“. Ma, nella deposizione davanti ai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano, l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni è stato molto più chiaro: “L’imprenditore Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire su un appalto da 2,7 miliardi di euro per conto del babbo di Matteo e di Verdini. Mi dissero che erano gli arbitri del mio destino professionale”.Il maxi appalto per il facility management (gestione integrata dei servizi di pulizia, manutenzione, gestione energetica eccetera) bandito nel 2014 da Consip, la centrale unica degli acquisti della pubblica amministrazione interamente controllata dal Tesoro, è al centro dell’inchiesta che ha portato mercoledì all’arresto di Romeo con l’accusa di aver corrotto il dirigente Consip Marco Gasparri. Il padre dell’ex premier, come noto, è indagato per concorso in traffico di influenze, il reato del mediatore di un accordo corruttivo.

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