Smontato lo smonta-processi. I giallorossi compatti contro la legge di Forza Italia. Il ddl Costa che blocca la riforma della prescrizione arriva alla Camera. Ma non ha i numeri

di Laura Tecce
Politica
ENRICO COSTA

Schiarita all’orizzonte nella maggioranza giallorossa per quanto riguarda il nodo prescrizione: come previsto dalla conferenza dei capigruppo alla Camera, oggi in aula arriva il ddl presentato dal parlamentare di Forza Italia Enrico Costa (nella foto), che prevede la cancellazione dello stop alla prescrizione dopo una sentenza di primo grado ma, dopo un iniziale muro contro muro durato settimane – con le opposizioni, Pd e Italia Viva orientati a bloccare la norma e il M5S sulle barricate -, una possibile intesa all’interno della compagine governativa sarà probabilmente raggiunta, onde evitare un’altra tegola su un equilibrio già fragile.

Intanto Il Pd non voterà il disegno di legge presentato dal parlamentare azzurro, e questo è già un segnale di distensione non da poco. ll premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che non intende intervenire per fermare il blocco della prescrizione, lasciando in questo modo sostanzialmente al Pd (Leu è d’accordo coi 5Stelle, Iv fermamente contraria) l’onere della decisione. Nella comune consapevolezza che le lungaggini processuali siano una zavorra che il Paese non può più permettersi, il segretario dem Nicola Zingaretti ha provato a mediare sostenendo che, a fronte di una garanzia di tempi certi e brevi, il suo partito non avrebbe nessun problema ad un confronto sulla norma in oggetto. Anche l’ex Guardasigilli e vice segretario del Pd Andrea Orlando ha sempre posto l’accento sulla durata dei processi, sottolineando come la riforma della prescrizione da sola crei squilibri ma anche che non sarebbe opportuno per il Pd votare la proposta dell’azzurro Costa, che invece Matteo Renzi e i suoi condividono pienamente.

M5S NON ARRETRA. Sulla prescrizione il Movimento non intende arretrare. A ribadirlo in questi giorni è stato lo stesso capo politico Luigi Di Maio: “La riforma c’è già, entra in vigore dal primo gennaio e fa in modo che non ci siano furbetti impuniti che la fanno franca nei processi perché si perde troppo tempo”. “Se il Pd dovesse andare in aula e fare asse con FI e Lega proprio sulla prescrizione sarebbe un fatto grave, prima di tutto per gli elettori del Pd”, gli fa eco il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, “padre” della riforma. Da parte sua, Costa non demorde: “Ai principi di civiltà giuridica non si deroga. Siamo pronti a passare Natale in Parlamento per scongiurare l’entrata in vigore dello stop alla prescrizione.

Come in tanti altri casi, un giorno riconosceranno sulla loro pelle la dignità della nostra battaglia”. Da sempre contraria la Lega, che anche quando era al governo coi 5stelle ha contrastato in ogni modo la norma in oggetto e l’intero assetto della riforma Bonafede. Ad intervenire in merito è la deputata del Carroccio e noto avvocato penalista Giulia Bongiorno: “Chiunque conosce la procedura penale sa perfettamente che le udienze, in virtù di un carico processuale pesante, sono fissate in ragione di quando si prescrive il reato. Ebbene, nel momento in cui questa ghigliottina non ci sarà più, inevitabilmente si paralizzerà per sempre la giustizia italiana”.

PENALISTI IN SCIOPERO. Non sono mancate le prese di posizione da parte di Anm e dei penalisti: una settimana di astensione dalle udienze, da ieri fino al 7 dicembre e in concomitanza una “maratona oratoria” a Roma davanti alla sede della Corte di Cassazione: questa la la protesta dell’Unione delle Camere Penali contro lo stop alla prescrizione. Centinaia di avvocati penalisti da tutta Italia protestano “Contro un principio barbarico che sta per essere affermato dal primo gennaio in questo Paese”, ha dichiarato il presidente dei penalisti Gian Domenico Caiazza. “Inaccettabile che il cittadino debba restare in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, fino a quando e se lo Stato riuscirà a pronunciare una sentenza definitiva sulla sua vicenda giudiziaria. E questo vale sia per gli imputati che per le persone offese dal reato”. “E’ un principio barbaro – rimarca – che non appartiene a nessuna civiltà giuridica ed è contrario ai principi costituzionali e ai principi sovranazionali. Siamo prima di tutto contro l’ipocrisia chi dice intanto facciamo la riforma sulla prescrizione e poi in un secondo momento accorciamo i tempi del processo”.

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