Spending review da 3 miliardi in 3 anni. Così parte la dieta nei ministeri del governo Conte

di Carmine Gazzanni
Politica

Obiettivo: razionalizzare. Nei prossimi tre anni (dal 2018 al 2020) il Governo Conte sarà chiamato a mettere in atto un consistente taglio della spesa nei ministeri. Il procedimento di spending review, approvato definitivamente nel giugno 2017 (Governo Gentiloni) ed ereditato dalla legislatura in corso, prevede infatti un piano di rientro complessivo per tre miliardi. Un miliardo all’anno per tre anni. Secondo quanto si legge nella relazione dell’Ufficio Bilancio del Senato, il dicastero che di qui al 2020 dovrà fronteggiare i tagli più consistenti sarà il ministero dell’Economia: 510 milioni quest’anno, 503 nel 2019, ancora 510 nel 2020. Il ministero delle Infrastrutture, invece, dovrà ridurre la spesa di 127, 122 e 120 milioni. E via via tutti gli altri. Compresa la presidenza del Consiglio, per cui si prevedono tagli di 30, 12 e 17 milioni di euro. Considerando, poi, le decurtazioni per singoli capitoli di spesa, la voce che darà il contributo principale è quella dei “trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche”: nel primo anno la mannaia sarà di ben 286 milioni di euro. Preoccupanti sono anche i tagli ai trasferimenti a favore di imprese (306 milioni in tre anni) e alle famiglie.

ECONOMIA – Una cura da cavallo. Vale 1,5 miliardi

triaQuando si dice fare… Economia. Sarà proprio il ministero di Via XX Settembre a sostenere il taglio più consistente nel prossimo triennio. A spiegare quanto Giovanni Tria dovrà sforbiciare è l’Ufficio Bilancio del Senato. Sono ben 19 le schede di intervento. Si va dagli affitti dei locali ad uso della Ragioneria Generale dello Stato (12,5 milioni) fino al contributo per la gestione della rete ferroviaria nazionale pari a 100 milioni nel 2019 e nel 2020. Ma non è tutto. Pesante sarà anche il taglio delle risorse destinate alle Regioni ed enti per l’edilizia sanitaria pubblica per 25 milioni di euro nel 2019 e 2020. La mannaia non risparmierà neppure la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle dogane (taglio di 12 milioni nel 2018 per entrambi). Saranno poi ridimensionate le risorse che alimentano il Fondo per l’attuazione del federalismo amministrativo per 39 milioni di euro annui. Oltre ai finanziamenti per la ricerca: la Fondazione Istituto italiano di tecnologia (IIT) sarà chiamata a ridurre le spese di investimento e le spese per le attività di ricerca, per 5 milioni di euro all’anno. In tutto,  un taglio da 1,5 miliardi in tre anni.

INTERNI – Razionalizzare i costi. Tagli agli enti locali

Matteo Salvini Ius Soli

MATTEO SALVINI

Sul tavolo del ministro Matteo Salvini sono nove le schede di intervento studiate per ottenere un taglio complessivo di circa 90 milioni di euro. A subire le decurtazioni maggiori saranno i finanziamenti di cui fino ad oggi hanno goduto gli enti locali. Il “Fondo ordinario per il finanziamento dei bilanci” sarà ridotto di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno in corso per la parte relativa alle risorse destinate al finanziamento della spesa sostenuta per il personale “cui è stato concesso il distacco per motivi sindacali”. Saranno tagliate, ma solo leggermente, anche le spese delle commissioni straordinarie per la gestione dei Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. C’è, poi, tutto il capitolo relativo alla razionalizzazione dei consumi, a partire da quelli energetici e idrici “per le sedi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, pari a 3 milioni di euro nel 2019 e 7 milioni dal 2020. Risparmi anche sul capitolo dei fitti passivi. Fa discutere, invece, la riduzione di 0,7 milioni annui per l’indennizzo al personale della Polizia “per la perdita dell’integrità fisica subita per infermità contratta per causa di servizio”.

LAVORO E SVILUPPO – Anpal nel mirino. Incognita assistenza

di maioLo Sviluppo Economico dovrà dimagrire in tre anni di 54 milioni di euro. Recuperando risorse dall’Ente nazionale per il microcredito (0,3 milioni all’anno), dall’Agenzia per la promozione all’estero (0,5 milioni). Non verranno inoltre riassegnati fondi alle imprese aeronautiche né alle “iniziative a vantaggio dei consumatori”. Ma Luigi Di Maio dovrà badare anche ai conti del ministero del Lavoro (tagli per quasi 270 milioni). Tra le varie sforbiciate, spicca quello per “l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” (40 milioni). Sul punto, però, i tecnici avvertono: “Andrebbe chiarito se tale riduzione sia effettivamente praticabile nonostante si sia in presenza di oneri che in linea di massima risultano incomprimibili”. Saranno ridotti anche i trasferimenti all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal) di renziana memoria, per un importo di 17 milioni di euro l’anno nel periodo  2018-2020. E il “Fondo per il finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali…”: definanziamento da 60 milioni di euro nel 2018 e di altri 57 milioni sia nel 2019 che nel 2020.

ISTRUZIONE – Personale e ricerca, ballano 300 milioni

MARCO BUSSETTI

MARCO BUSSETTI

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti si ritroverà a dover tagliare qua e di là per un totale di quasi 300 milioni da qui fino al 2020. Compito non facile visto lo stato di salute della scuola italiana. A riguardo sono 30 gli ambiti di intervento, a cominciare dalla semplificazione e dalla revisione di “procedure amministrative e organizzative per il miglioramento dell’efficienza” che permetterà un risparmio di 16,5 milioni di euro per l’anno in corso e di altri 15,5 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Come spiega l’ufficio tecnico del Senato, saranno ridotti i consumi, le spese per il personale e, manco a dirlo, anche l’ambito dell’istruzione vera e propria (dalle attività relative ai progetti educativi fino all’innovazione digitale), senza dimenticare università e ricerca. Nel dettaglio, il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa subirà tagli di circa 18 milioni annui, quello per il funzionamento delle scuole di 35 milioni annui, la ricerca di ulteriori 18. A riguardo, però, c’è l’allarme dei tecnici secondo cui in alcuni casi la spesa potrebbe non essere “comprimibile”.

SALUTE – La priorità è il debito. Pesano i contenziosi

GIULIA GRILLO MINISTRO DELLA SALUTE POLITICO

GIULIA GRILLO MINISTRO DELLA SALUTE POLITICO

Neanche la Salute sarà immune dai tagli. Nei prossimi tre anni si prevede un piano di rientro del debito per un totale, anche in questo caso, di quasi 90 milioni di euro. Gli interventi programmati toccano diversi settori, a cominciare dall’equa riparazione per gli emodanneggiati che hanno instaurato azioni di risarcimento danni, per 17,1 milioni di euro nel 2017, 18,9 milioni di euro nel 2018, 19,4 milioni di euro nel 2020. Anche se, osservano i tecnici, trattandosi di “oneri inderogabili”, bisognerà capire come verranno garantiti tali risparmi. Altre decurtazioni riguarderanno fitti, utenze ed automezzi per 1,6 milioni l’anno. Si cercherà poi di risparmiare affidando ulteriori bandi alla Consip e tramite l’adozione di nuove tecnologie informatiche. Sotto la scure della spending review finirà, ma in minima parte, anche l’attività di ricerca per 1,7 milioni. Dovrà tirare la cinghia pure la commissione di aggiornamento dei Lea (livelli essenziali di assistenza) per 0,5 milioni di euro annui. Taglietti da 300mila euro, infine, pure per le campagne di comunicazione su fertilità e abuso di alcol.

ESTERI – Promozione ridotta. Aics a stecchetto

ENZO MOAVERO MILANESI

ENZO MOAVERO MILANESI

Anche per la Farnesina, il ministero guidato da Enzo Moavero Milanesi, si prospetta un periodo di magra. Sono ben 12, infatti, le schede di intervento che consentiranno un risparmio, in tre anni, di 89 milioni. Saranno tagliati i fondi destinati al funzionamento e alle attività degli uffici all’estero, pari a circa 4,9 milioni di euro per l’anno 2018, 5,2 milioni di euro per l’anno 2019 e 5,3 milioni di euro per l’anno 2020. Subirà, invece, pesanti decurtazioni l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), per 21 milioni nel 2018 e 22 nel biennio successivo. C’è da sottolineare, come ricordano peraltro i tecnici del Senato, che già nel 2017 l’Agenzia aveva subito riduzioni per 25,75 milioni. E non è tutto. Saranno ridotti anche i fondi destinati alla promozione della lingua e cultura italiana all’estero, nonché per l’internazionalizzazione della ricerca, per 1,75 milioni di euro nel 2018 e 2,5 milioni di euro nel biennio successivo. I viaggi di congedo del personale italiano in servizio all’estero e dei familiari a carico subiranno un taglietto invisibile: 150mila euro l’anno.

INFRASTRUTTURE – Interventi chirurgici sui porti e le ferrovie

Toninelli legge sui partiti 5 Stelle

DANILO TONINELLI M5S

Gli interventi più difficoltosi saranno senz’altro quelli che toccheranno il ministero retto da Danilo Toninelli. E non solo per l’entità dei tagli, ma anche perché – come specificano i tecnici del Senato – alcuni capitoli, come i contributi per la costruzione di chiese parrocchiali fino ai fondi per gli investimenti dell’Anas, non potranno essere monitorati. L’elenco dei tagli è lungo: incentivi ai servizi marittimi e ai servizi ferroviari (10 milioni di euro nel 2018); contributi alle imprese ferroviarie (5 milioni di euro all’anno); riduzione del finanziamento per il rinnovo contrattuale del trasporto pubblico (altri 5 milioni all’anno). Aiuterà anche la razionalizzazione della spesa per la “stampa delle patenti di guida della motorizzazione (1,5 milioni di euro di riduzione l’anno). E ancora decurtazione per i contributi statali per interventi infrastrutturali nei porti (75 milioni nel 2018, 27 milioni nel 20019, 7 milioni nel 2020), per il Fondo per le reti metropolitane in costruzione in aree metropolitane (4,5 milioni per ciascun anno) e per quello per l’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa, che verrà azzerato.

GIUSTIZIA – Meno intercettazioni, più videoconferenze

ALFONSO BONAFEDE POLITICO

ALFONSO BONAFEDE POLITICO

Sarà una spending review pesante anche per il ministero della Giustizia. Dal 2018 al 2020 il Guardasigilli Alfonso Bonafede dovrà sforbiciare le spese del dicastero di Via Arenula per 113 milioni. Si comincia dalle indennità spettanti alla magistratura onoraria, tagliate per 6 milioni nel solo 2018. Nonostante il ministro M5S abbia difeso l’utilizzo delle intercettazioni, bloccando la riforma del suo predecessore, nei prossimi anni sarà difficile farne largo uso visto il pesante taglio da 9 milioni che si abbatterà sui conti del ministero a decorrere dal 2019. Ci sono anche alcuni tagli virtuosi: si risparmieranno 2,9 milioni l’anno, ad esempio, attraverso il maggior utilizzo di sistemi di video-conferenza per la partecipazione ai processi al posto del servizio di traduzione degli imputati detenuti. Senza dimenticare la razionalizzazione delle procedure di acquisto, che consentirà di risparmiare quasi 60 milioni di euro. A tirare la cinghia, in minima parte, anche chi è in carcere: ridotti sia il fondo per progetti a favore dei detenuti sia i premi di rendimento scolastico per chi studia nei penitenziari.