Sprofondo Renzi, il Pd crolla al 20%. Ora Forza Italia è vicina al sorpasso. E Berlusconi prosciuga la Lega di Salvini che arretra del 2%

Alessandro Righi
Politica

Non è bastata la bufera sul caso Etruria che ha investito la sottosegretario Maria Elena Boschi. Poi ci si è messa anche la telefonata dell’imprenditore Carlo De Benedetti al suo broker nella quale, l’allora editore del Gruppo L’Espresso, rivelava di aver saputo dall’allora premier Matteo Renzi che il governo avrebbe varato un provvedimento per riformare le banche popolari. Un’operazione che ha fruttato all’ingegnere una plusvalenza di 600mila euro investendo proprio in azioni delle popolari. E infine la richiesta di proroga delle indagini della Procura di Roma per la vicenda della fuga di notizie sul caso Consip in cui è indagato, tra gli altri, anche il renzianissimo ministro Luca Lotti.

C’è poco da stupirsi, allora, se l’ultimo sondaggio Tecnè per il TgCom24, non solo confermi il Movimento 5 Stelle primo partito con oltre il 28% dei consensi e quella di Centrodestra prima coalizione. Adesso, stando ai rilevamenti dell’istituto demoscopico, il sorpasso di Forza Italia ai danni del Pd sarebbe non soltanto possibile ma addirittura vicino. Un colpo durissimo per i dem, relegati ad un tragico 20,7%, dopo aver perso quasi tre punti percentuali in un solo mese. Insomma, un disastro, che, se confermato, si tramuterebbe in una vera e propria débâcle elettorale alle prossime Politiche. Non se la passa benissimo neppure la Lega Nord. Vuoi per  la tenuta di ferro del Movimento 5 Stelle, vuoi anche per l’effetto traino Silvio Berlusconi su FI, il partito di Matteo Salvini, sempre secondo Tecnè, ha perso nell’ultimo mese oltre 2 punti, tornando ad appiattirsi intorno al 12. Ciononostante, l’intera coalizione di Centrodestra continua a veleggiare verso la “soglia implicita” del 40 per cento. Merito anche della buona performance (intorno al 2,6 per cento) di Noi con l’Italia che ora può fondatamente sperare di superare la soglia di sbarramento del 3 per cento che le permetterebbe di entrare in Parlamento. Brutto periodo, al contrario, per Liberi e Uguali, la nuova lista di sinistra guidata dal presidente del Senato Piero Grasso che, sempre secondo Tecnè, in appena un mese è scivolata dall’8 al 6,7 per cento, perdendo 1,3 punti.

Da un istituto di ricerca all’altro, decisamente meno rivoluzionari sono invece i dati di Index Research per la trasmissione di La7, PiazzaPulita. In questo caso, però, le rilevazioni vengono effettuate settimanalmente e non mensilmente. Non sono quindi necessariamente in contrasto con quelle di Tecnè. Il Pd cresce infatti dello 0,3, assestandosi al 24, e raggiunge con gli alleati del Centrosinistra il 28 per cento. Anche se nell’alleanza nessuna lista, escludendo il Pd, si avvicina alla soglia di sbarramento del 3 per cento: Insieme (Verdi e socialisti) arriva all’1,7, Più Europa non va oltre l’1,5, Civica Popolare non prende nemmeno l’uno. Confermato anche in questo caso il calo sensibile di Liberi e Uguali che per Index non va oltre il 6,2.

Commenti

  1. honhil

    Epiteti a parte con i quali Renzi etichetta la Merkel e Juncker, la parte succosa che viene fuori da questi incontri mattutini tra il fiorentino e il suo mentore è la figura da scemo del villaggio racimolata dall’ex sindaco di Firenze. Per il resto è roba della quale volente o nolente la magistratura si deve occupare, a trecentosessanta gradi. E non solo per le dritte che dava a De Benedetti per i suoi fruttuosi interventi in Borsa, ma, soprattutto, per i fidi concessi dal Monte dei Paschi di Siena alla galassia finanziaria/industriale debenedettiana. Non farlo è complicità ideologica e materiale, oltreché essere infedele ai principi deontologici rappresentati dalla toga che si indossa. In due parole, alto tradimento.

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