Studi del tutto imparagonabili. Ponti non ha due versioni diverse. Il prof accusato di sostenere il Tav in Europa: “Quel dossier esamina solo l’impatto della spesa”

di Caris Vanghetti
L'intervista

“Quest’analisi io non l’ho mai letta, tanto sono coinvolto. Non ho mai preso un euro dalla società per averla fatta. Di quella società sono presidente senza deleghe e senza retribuzione”. Marco Ponti, il presidente della Commissione Costi/Benifici nominata dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, per fare chiarezza sulla Torino-Lione, spiega così il suo rapporto con la società Trt (Trasporti e Territorio) che ha redatto, per la Commissione Europea, uno studio molto favorevole al Tav.

Professore ma che fa, con una mano scrive contro il Tav e con l’altra ne scrive bene?
“Quest’analisi io non l’ho mai letta, tanto sono coinvolto. Non ho mai preso un euro dalla società per averla fatta. Di quella società sono un presidente senza deleghe e senza retribuzione. La Trt fa tantissime analisi in giro per l’Europa, io di questo studio so solo poco più di lei, so solo che si tratta di un analisi del tipo, di valore aggiunto, cioè di impatto, che non ha nulla a che vedere con l’analisi costi benefici e non serve a prendere decisioni”.

Qual è la differenza tecnica tra la sua analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione e quella realizzata dalla Trt sull’Alta Velocità in Europa?
“E’ sostanziale, perché una analizza i costi e i benefici, e aiuta a prendere le decisioni. L’altra misura solo gli impatti di una spesa, ma non considera i costi. Quest’ultima quindi analizza solo i benefici. Per cui ha un significato del tutto diverso”.

Mi può fare un esempio?
“Analizziamo un progetto vero. Prendiamo il tunnel tra Trapani e Tunisi che aveva proposto Cuffaro (Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia n.d.r.), è ovvio che gli impatti sono eccellenti, si risparmierebbe un sacco di tempo e molti soldi per andare a Tunisi dalla Sicilia. Si darebbe lavoro a un enorme numero di persone e a tante imprese. Fantastico no? Lei crede che abbia senso costruire un tunnel tra Trapani e Tunisi? No, perché costa troppo. Quindi l’analisi di impatto (quella realizzata dalla società presieduta da Marco Ponti per la Commissione Europea n.d.r.) calcola solo l’impatto, e è sempre positivo per qualsiasi cosa si faccia, a meno che non si tratti di cose suicide. Ma generalmente qualsiasi opera pubblica si faccia, ha un impatto positivo. Il problema è quanto costa. Questo serve sapere per prendere delle decisioni”.

Cosa risponde alla domanda di chi contesta che lo studio della Trt certifica che con la Torino-Lione i tempi di percorrenza sarebbero notevolmente più bassi rispetto alla condizione attuale?
“Qualsiasi opera pubblica ha impatti positivi di tempo, spesso ambientali, di occupazione. E’ sempre vero. Il problema è quanto costa e che alternative ci sono di cose più urgenti”.

Lo studio della Trt fa un’analisi diversa dalla sua sulla Torino Lione per quanto riguarda l’occupazionale, come lo spiega?
“L’analisi costi benefici analizza solo gli impatti occupazionali diretti. Qualsiasi opera pubblica si faccia ha una serie di effetti occupazionali indiretti e per quello si usa l’analisi di valore aggiunto. L’unica cosa che posso dirle io, che non ho letto quell’analisi (quella della Trt n.d.r.) è che le grandi opere civili hanno un moltiplicatore occupazionale. Cioè se spende un milione di euro in manutenzioni, ha un certo moltiplicatore, e genera una certa quantità di occupazione, che è nell’ordine di dieci volte maggiore a quella che si ottiene se si scava un tunnel, a parità di spesa”.

Farà causa a qualcuno per quello che è stato scritto sullo studio della Trt?
“Se dovessi far causa a qualcuno, dovrei farne una al giorno”.