Sulla fornitura dei container gli appalti vanno in tilt. Raffica di procedure d’urgenza della Consip. Ma non tutti i lotti sono assegnati

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Tempi duri per la Consip. La società del ministero dell’economia, guidata dal renziano Luigi Marroni, adesso si troverà a dover gestire l’ennesima urgenza degli appalti post sisma. Una condizione non facile che nel recente passato, in particolare dopo le scosse telluriche di agosto e di ottobre del 2016, ha già messo in seria crisi la società pubblica. Il cui compito, giusto per ricordarlo, è quello di fungere da centrale acquisti per tutte le Pubbliche amministrazioni facendole risparmiare sui prezzi di fornitura. Ma la prova delle enormi difficoltà incontrate nel recente passato, anche a causa di alcune stime un proprio azzeccate, sta nelle vorticose procedure negoziate d’urgenza che tra novembre e dicembre la società ha dovuto indire e assegnare per fornire in fretta e furia i famosi container in cui sistemare gli sfollati.

La storia – A dicembre scorso, per esempio, a poche settimane dalla pubblicazione del bando è stato assegnato un accordo quadro da 36 milioni di euro di importo massimo per la fornitura di container a beneficio delle persone danneggiate dagli eventi sismici del Centro Italia dell’agosto e dell’ottobre 2016. A risultare vincitrici sono state le società Tecnifor Spa, New House Spa, Cemeco srl, Modulcasa Line Spa, R.I. spa, Losberger Rds, il raggruppamento tra Italspurghi Ecologia srl ed Eps Italia srl e la Algeco Spa. Qualche giorno prima è stata aggiudicata una procedura lampo molto simile, sempre per la fornitura di container per le popolazione del Centro Italia colpite dal sisma. Stavolta il valore massimo dell’accordo quadro si è attestato sui 27 milioni di euro. In questo caso, però, risulta ancora adesso aggiudicato un solo lotto su due, che è andato alle seguenti società: LTForm 2 Srl, Barbieri Fernando, Moschella Pasquale, Laezza Spa e Homes Spa. Ancora, musica simile è andata in scena a fine novembre, quando un accordo quadro in tutto e per tutto simile agli altri due, ma del valore massimo complessivo di 120 milioni di euro, è stato assegnato coprendo solo due lotti su tre. Tra le società vincitrici risultano Cemeco Srl, Tecnifor Spa, F.M.B. Tubes Srl, il raggruppamento Italspurghi Ecologia Srl ed Eps Italia Srl e Algeco Spa per quanto riguarda il lotto 1; la Edilsider Spa per il lotto 2.

Numeri totali – Insomma, solo a cavallo tra novembre e dicembre sono state bandite procedure lampo da complessivi 183 milioni di euro per fornire assistenza a popolazioni che erano state colpite dal terremoto dell’ottobre precedente, se non addirittura dell’agosto. E questo, peraltro, senza riuscire ad aggiudicare tutti i lotti. Per carità, in situazioni di emergenza il tempo stringe e lavorare non è certo facile. Ma adesso per la Consip, almeno in parte, potrebbero riproporsi le stesse fibrillazioni. La speranza è che i container in fornitura sulla base di questi tre precedenti accordi quadro possano essere sufficienti a far fronte alle nuove esigenze. Ma la rapida successione delle scorse procedure di emergenza, a distanza di mesi dai precedenti eventi sismici, e la non completa copertura dei lotti, fanno capire la difficoltà della situazione. Anche da un punto di vista amministrativo.