Tagli alla Sanità, la Grillo minaccia le dimissioni. Il ministro contro la clausola di salvaguardia inserita dal Tesoro e “identica” a quella voluta dal Pd

di Antonio Acerbis
Politica

Tagli alla Sanità? Il ministro Giulia Grillo minaccia le dimissioni contro la clausola di salvaguardia inserita nel Patto per la salute che subordina l’aumento del Fondo sanitario nel 2020 e 2021 per 3,5 miliardi totali al “conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e variazioni del quadro macroeconomico” diventa un caso politico interno al governo gialloverde. Un taglio inaccettabile, per la titolare della Salute, che ha definito la clausola “inaccettabile”, precisando che “è stata voluta dagli uffici” del ministero dell’Economia. “Io non parteciperò all’ennesima mannaia sulla sanità pubblica”, ha avvisato la Grillo. “La clausola è identica a quella presente nel precedente Patto 2014-16 varato dal Partito Democratico, che pur prevedendo per l’erogazione dei Lea un finanziamento di 115,5 miliardi, ne ha concretamente messi a disposizione 111 – spiega il ministro su Facebook -. Questo schema non si ripeterà più, la sanità ha già dato tutti i contributi che poteva dare. Dalla sanità non è più possibile prendere un centesimo. Questo automatismo, che subordina il finanziamento della sanità alle dinamiche del Pil, io non lo condivido – conclude -. Proprio perché ritengo che il Patto che si sottoscrive tra Governo e regioni sia un momento politicamente importante, che può arricchirsi del contributo di tutti gli attori della sanità, nei prossimi giorni voglio organizzare un momento di partecipazione con i protagonisti del sistema salute”.