Toh, solo un finanziere su sei fa i controlli fiscali

di Stefano Sansonetti
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di Stefano Sansonetti

Il numero, come minimo sorprendente, è contenuto all’interno del decreto legge sul rientro dei capitali dall’estero, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. All’interno, tra le altre cose, il ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, ha deciso di potenziare la lotta all’evasione fiscale. Obiettivo sacrosanto, in un paese dove i furbetti del Fisco mettono a segno ogni anno un’evasione da 180 miliardi di euro. Per “aggredire” questa montagna, allora, il decreto si inventa l’assunzione di 1.100 nuovi funzionari per l’Agenzia delle entrate. La cifra agghiacciante, però, è contenuta nella relazione tecnica. Qui si spiega che l’operazione è necessaria perché in Italia c’è un rapporto di 960 contribuenti per addetto alla lotta contro l’evasione, a fronte dei 599 in Francia e dei 478 del Regno Unito. Insomma, nel Belpaese questo rapporto va abbassato. Ma come si è giunti al suo calcolo?
Qui viene il bello, perché la relazione tecnica dice di aver preso in considerazione il numero di addetti ai controlli fiscali che dipendono dall’Agenzia delle entrate, guidata da Attilio Befera, e la quota parte del personale addetto agli stessi fini dipendente dalla Guardia di Finanza. Quota, quest’ultima, che la relazione stima in 10 mila unità. E qui qualcuno potrebbe a buon diritto sgranare gli occhi. Già, perché si dà il caso che i dipendenti della Guardia di Finanza siano in tutto 60 mila. Da qui la domanda: come è possibile che solo un finanziare su 6 sia utilizzato per l’attività di controllo fiscale in un paese che ha un’evasione mostruosa? Domanda tanto più urgente se si considerano le spese che lo Stato si appresta a sostenere per l’assunzione di questi 1.100 nuovi funzionari. E’ lo stesso decreto, infatti, a spiegare che per coprire queste assunzioni (peraltro a tempo indeterminato) si potranno spendere 4,5 milioni di euro nel 2014, che diventeranno 24 milioni nel 2015, 41,5 milioni nel 2016 e 55 milioni a decorrere dal 2017.
Insomma, oneri economici non indifferenti, soprattutto se si considera il periodo delle vacche magre per le casse statali e il trattamento più stringente a cui sono sottoposte altre amministrazioni. Per carità, rimane non del tutto chiaro il calcolo attraverso il quale la relazione tecnica del decreto ha stimato in 10 mila le unità di personale che le Fiamme Gialle, oggi guidate da Saverio Capolupo, destinano alla lotta all’evasione. Ma si tratta di un numero messo lì, nero su bianco, all’interno di un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Chissà cosa ne pensa il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli.

Twitter: @SSansonetti

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