Tria verso il taglio Irpef. E Di Maio smonta la Fake sul sussidio a 300 euro. Esecutivo al lavoro sulla riforma fiscale. Si parte gradualmente per i vincoli Ue

dalla Redazione
Politica

A breve la legge di Bilancio entrerà nel vivo e inevitabilmente in questi giorni indiscrezioni e retroscena piombano sui giornali e sul palcoscenico politico. A tenere banco è soprattutto il reddito di cittadinanza. A parlare ieri è stato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che su Facebook ha replicato a un articolo di Repubblica in cui si ipotizzava che la misura del Governo garantirebbe un importo di 300 euro al mese a quattro milioni di persone. Una “fake news” e nulla più per il vice presidente del Consiglio. Ma sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervistato alla Confartigianato Summer School, che ovviamente si è intrattenuto a lungo sugli interventi previsti in manovra. Il titolare dell’Economia, che ha smentito qualsiasi contrasto all’interno dell’Esecutivo, ha assicurato che le tre riforme previste nel contratto (flat tax, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni) devono andare di pari passo. Ma il reddito di cittadinanza per avere effetti sulla crescita “deve essere disegnato bene”. Insomma, tutto confermato. “Sarebbe equilibrato fare un po’ di tutto e vedere se le misure hanno una coerenza, ma il centro della manovra – ha concluso – sono gli investimenti, la botta alla crescita deve venire dagli investimenti”.

Paletti e vincoli – L’idea, in altre parole, è quella di cominciare, tenendo conto – come specificato anche da giuristi ed economisti – che il contratto, essendo “di Governo”, ha senso se spalmato in cinque anni. In altre parole, sarebbe errato pensare che si farà tutto e subito. Bisogna, invece, “trovare gli spazi in modo molto graduale per una partenza di un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari”, ha spiegato Tria. Ecco perché nella legge di Bilancio da presentare entro metà ottobre potrebbe entrare una revisione delle aliquote Irpef più ampia rispetto all‘ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di ritoccare solo la più bassa tagliandola dal 23 al 22%. Ci saranno ovviamente “scelte politiche” che saranno determinanti, ma la premessa è che “oggi c’è una complessità di aliquote, aliquote alte, e una massa di tax expenditures (detrazioni e deduzioni, ndr). Non si capisce mai chi vince e chi perde”, ha ricordato il titolare di via XX Settembre, che durante il fine settimana dal Forum Ambrosetti aveva rassicurato gli investitori sul fatto che la manovra rispetterà tutti i vincoli previsti dai trattati europei e procederà sulla strada della riduzione del rapporto debito/pil. La prova del nove arriverà al momento della presentazione della Nota di aggiornamento al Def, prevista per il 27 settembre. Il Def di aprile fissava il debito 2018 al 130,8% del Pil in calo dal 131,8% del 2017.

Riunione leghista – L’approdo alla flat tax prevista dal contratto di governo, stando alle parole di Tria, è “un processo complesso e richiede tempo”, perché “va finanziata con le tax expenditures”. La Lega come è noto punta a partire almeno con l‘ampliamento del regime dei minimi, applicando l’aliquota piatta del 15% fino a 65mila euro e del 20% sui redditi aggiuntivi fino a 100mila euro. Ma Tria si è soffermato anche su altro, a cominciare dalle grandi opere. L’auspicio, in linea più con la posizione leghista che quella pentastellata, è che il gasdotto Tap e la Tav vengano realizzati. “Personalmente spero che si facciano e che il problema si sblocchi, che ci sia una soluzione anche perché si tratta di grandi collegamenti internazionali”, ha aggiunto. Una partita importante quella che aspetta il Governo e i due partiti di maggioranza. Non è un caso che di manovra si è parlato nel vertice di ieri della Lega. Una riunione di circa due ore definita “positiva e costruttiva” in cui Matteo Salvini ha chiamato a raccolta i responsabili e gli esperti economici per fare il punto sulle misure allo studio. Ribadite le priorità: revisione della legge Fornero, flat tax e pace fiscale. “Nei prossimi giorni – spiega una nota di partito – ci saranno approfondimenti e verifiche sui temi singoli in vista della manovra economica” che, viene assicurato “favorisca soprattutto la crescita”.