Tutti i poteri sull’energia in mano al premier. Arriva il maxi pacchetto di deleghe e la Commissione semplificazione

di Caris Vanghetti
Politica

Dopo lo stop del Quirinale alla marea di emendamenti che aveva sommerso il decreto Semplificazioni, il Governo torna all’attacco e si prepara a varare un maxi disegno di legge in grado di ridisegnare l’assetto energetico del paese e non solo. La bozza di disegno di legge, di cui La Notizia è in grado di anticipare il contenuto, che dovrebbe essere oggetto di esame da parte del Consiglio dei ministri nei prossimi giorni si muove su due direttrici.

La prima che prevede la creazione di una serie di strutture tecniche per la realizzazione del progetto, a cominciare da una commissione per la Semplificazione permanente ad hoc, istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, composta da non più di 10 membri e presieduta da un magistrato: Per il suo funzionamento è prevista una dotazione di 2 milioni per il 2019 e 8 milioni a partire dal 2020.

La secondo direttrice è costituita da un pacchetto di deleghe al governo per la scrittura di decreti legislativi su 19 materie che vanno dall’energia all’industria, passando per agricoltura, edilizia ambiente, beni culturali, spettacolo, turismo, contratti pubblici, acquisto di beni e servizi, fino alle infrastrutture, al lavoro, alla disabilità, all’istruzione, alla tutela della salute, alla giustizia tributaria e il servizio civile, per finire con la lotta alla corruzione.

Il pacchetto di deleghe più impressionante è quello legato all’energia, visto che la delega è talmente ampia da essere in grado di influire su qualsiasi aspetto visto che parla di politica e strategia energetica nazionale, energia elettrica, gas e petrolio, ma anche decommissioning nucleare e fonti rinnovabili, senza tralasciare prezzi e tariffe dei prodotti energetici per le famiglie, interventi sull’Autorità per l’Energia, sul Gestore dei Servizi elettrici e sulla Borsa Elettrica.

I poteri su questo vero e proprio gigante della semplificazione saranno nelle mani del premier Giuseppe Conte attraverso tre meccanismi. Il primo è il diritto di nomina dei membri della Commissione, il secondo la presidenza del costituendo Comitato Interministeriale per la Semplificazione a cui potrà invitare gli altri ministri (ad eccezione del ministro per la Pubblica Amministrazione , Giulia Bongiorno) che ne è membro di diritto.

Il terzo meccanismo congegnato per garantire a Conte la presa su questo pacchetto di semplificazioni è la creazione di una cabina di regia a Palazzo Chigi, presso il Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi (Dagl), la vera e propria macchina per la scrittura delle leggi che fa da sempre capo al presidente del Consiglio. E proprio al capo del Dagl, Ermanno De Francesco, nominato da Conte la scorsa estate spetterà la presidenza della Cabina di Regia.

La Commissione per la semplificazione, a “cui è attribuito il compito di assicurare – dice lo schema del disegno di legge – in concreto l’attuazione delle misure di semplificazione” avrà un compito inedito, potrà rispondere alle domande presentate da chiunque, in ordine alla verifica della conformità “alla legge e alle altre disposizioni normative degli adempimenti e degli oneri regolatori”. Inoltre la Commissione, dopo aver ricevuto richieste di intervento su temi specifici, potrà sospendere gli effetti degli atti amministrativi e regolamentari adottati dalle amministrazioni che non siano conformi alla normativa.