Una poltrona è per sempre. Patuelli s’incatena all’Abi. Per il terzo mandato modificato pure lo Statuto

di Alessia Rossi
Economia

Come se nulla fosse successo. Dai disastri di Etruria e CariChieti,  Banca Marche e CariFerrara. Per non parlare di quelli delle banche venete e del caso Monte Paschi. Per carità, non che Antonio Patuelli ne sia in alcun modo responsabile. Ma è innegabile che, all’indomani degli scandali che hanno riempito negli ultimi anni le pagine dei giornali e ridotto sul lastrico migliaia di risparmiatori, forse un po’ di aria fresca alla guida dell’Associazione bancaria italiana, non avrebbe fatto male. E invece no. La rottamazione non abita ai piani alti dei vertici del mondo bancario. Tanto che il comitato esecutivo ha confermato Patuelli alla guida dell’Abi anche per il biennio 2018-2020. Un terzo mandato per il quale è stato necessario addirittura modificare lo statuto dell’Associazione.

Sempre in sella – Ma tant’è. Ancora in sella alla tenera età di quasi 68 anni e dopo aver ricoperto lo stesso incarico ininterrottamente dal 2013, raccogliendo il testimone dall’ex presidente di Mps, Riccardo Mussari, costretto alle dimissioni dopo essere rimasto coinvolto nello scandalo dei derivati Il comitato esecutivo dell’Abi “ha approvato all’unanimità la proposta di Carlo Messina e Luigi Abete di rinnovare per il prossimo biennio Antonio Patuelli come presidente”, spiega il vice, Camillo Venesio, durante una pausa dell’assise per dare il lieto annuncio. Confermando la necessità di “una minima modifica statutaria necessaria per il rinnovo della presidenza”. Per il terzo mandato da presidente, una volta formalizzata la proposta del comitato esecutivo, occorreva una maggioranza qualificata del 75%. Ampiamente superata visto l’esito della votazione: unanimità per acclamazione. Accolta da una pioggia di attestati di giubilo e di stima. Dal presdiente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani: “Premiato un impegno civile, prima ancora che quello a favore della funzione che le banche svolgono a favore dei territori di diretto insediamento”. Al segretario della Fisac Cgil, Agostino Megale: “Apprezzo la conferma di Patuelli alla presidenza di Abi.”

Lungo corso – Ma chi è l’irrottamabile Patuelli? Il lungo corso nel mondo bancario, inizia nel 1991 quando viene designato prima vice presidente e poi, dal 1995, presidente, della Cassa di risparmio di Ravenna. Fino al febbraio 2013 ricopre la carica di vicepresidente dell’Associazione delle Fondazioni e di Casse di risparmio (Acri) . E dal 2001 fa parte del Consiglio e del Comitato di gestione del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Nel curriculum figura pure la vicepresidenza di CartaSi. Ma non è tutto. Con il vecchio sistema delle porte girevoli, entra ed esce dai palazzi della politica a quelli del potere bancario. In entrambi i sensi di marcia. Eletto deputato nel 1983 con il Partito liberale, si concede il bis nel 1992. Con una parentesi da sottosegretario alla Difesa nel governo Ciampi. Insomma un uomo della I Repubblica riciclatosi alla grande pure nella II. Altro che rottamazione.

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