Venezia, il governatore Zaia formalizza lo stato di emergenza nazionale. “Mai visto una devastazione come questa. Il Mose avrebbe bloccato le maree di questa notte”

dalla Redazione
Politica

Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”. Lo ha reso noto la stessa Regione del Veneto in merito all’emergenza in corso nella città lagunare.

Nella richiesta il Governatore veneto fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio. Augurandosi una pronta risposta dal Governo, Zaia chiede “un sostanziale sostegno economico per le prime spese” e “un successivo sostegno economico, stante la difficoltà delle Amministrazioni Locali e della stessa Regione a fronteggiare la situazione con misure finanziarie ordinarie, al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti, dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione”.

“E’ la seconda alta marea più alta della storia. Mai visto – ha detto il governatore – una devastazione come questa. L’acqua ha fatto tanti danni. Pellestrina, che è un’isola di Venezia, è totalmente sott’acqua. La quasi totalità di Venezia ha visto l’acqua. Acqua che ha fatto danni al patrimonio civile pubblico e ai monumenti: uno su tutti la Basilica di San Marco piuttosto che Ca’ Pesaro che ha avuto un principio d’incendio. Siamo preoccupati per le previsioni del tempo che prevedono ancora precipitazioni”.

“Ho aperto l’unità di crisi ieri pomeriggio – ha aggiunto Zaia – a dimostrazione che avevamo contezza delle previsioni. Oltre a Venezia c’è devastazione alla spiaggia di Caorle, a Chioggia e nel Polesine. Ci sono centinaia di milioni di euro di danni. Bisogna stare al fianco di questi veneti che hanno subito una ferita profondissima. L’opera Mose è un’opera che è costata 5 miliardi di euro e ancora non è in funzione. Non si sa se funzionerà ma farla funzionare costerà 80, 100 milioni l’anno. Non è un’opera della Regione Veneto. Se il Mose fosse entrato in funzione avrebbe bloccato le maree di questa notte”.

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