Vera emergenza sociale. Sulle morti bianche il Senato non perda tempo. Parla il senatore Romano (M5S): “Non più rinviabile l’azione dello Stato”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

I dati dell’Istat fanno esultare il governo e i Cinque stelle: il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, il tasso di occupazione si attesta al 59,2% e su base annua ci sono circa 217mila posti di lavoro in più. “Si tratta di dati che indicano una ripresa – commenta non a caso il senatore M5S Iunio Valerio Romano, componente della commissione Lavoro – Più stabilità e meno precarietà è l’obiettivo che ci siamo posti con l’introduzione del Decreto Dignità. Siamo sulla strada giusta”. Ma ora resta un’altra battaglia da portare avanti: quella per contrastare l’emergenza delle morti bianche, un dramma sociale, una piaga sociale”, dice non a caso Valerio Romano.

Il Movimento ha sempre detto che è prioritario intervenire su quest’emergenza. Cosa si è fatto finora?
Infortuni e incidenti sul lavoro anche mortali purtroppo sono all’ordine del giorno. Pochi giorni fa nel leccese alcuni operai hanno perso la vita mentre lavoravano e la scorsa settimana in Sicilia, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove la Procura ha aperto un’inchiesta, altri lavoratori sono rimasti vittime di un incidente in una fabbrica/deposito di fuochi di artificio, dove si è verificata un’esplosione per cause ancora da accertare. Sembra un bollettino di guerra. Non è più rinviabile un’azione decisa dello Stato.

Cosa occorrerebbe fare?
Servono misure che imprimano un cambiamento culturale, rivolte alle aziende da un lato, con incentivi per rendere conveniente investire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e potenziare il sistema dei controlli. Occorre più vigilanza e un numero maggiore dj ispettori del lavoro. Il Governo e il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo hanno deciso di puntare su questi temi. Lo dimostrano alcune norme della Legge Salva Imprese, approvata poco più di un mese fa dal Parlamento, che, fra le altre cose, prevede l’assunzione di altri 150 ispettori del lavoro proprio per potenziare il sistema dei controlli su scala nazionale. A questo si aggiunge l’azione di indirizzo impressa dal ministro Catalfo: all’indomani del suo insediamento ha riattivato i tavoli ministeriali sulla sicurezza, una priorità dell’agenda di Governo.

Quali misure sono stati inserite nella Manovra a riguardo?
La Manovra 2020 è approdata al Senato due settimane fa. Le commissioni di merito hanno già espresso i pareri per le norme di competenza, ora la commissione Bilancio è al lavoro sugli emendamenti. Il M5S ne ha depositati alcuni sul potenziamento dei controlli e delle attività di vigilanza. Vedremo come voterà l’aula.

In ambito parlamentare il Movimento si è battuto sin da inizio legislatura per una commissione d’inchiesta ad hoc che è stata istituita ma ancora non è partita.
Sì, è vero. Il Senato ha votato all’unanimità l’istituzione di una commissione di inchiesta monocamerale sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, col compito di indagare per la prima volta le cause degli incidenti sul lavoro e il fenomeno delle morti bianche, ma anche le cause dello sfruttamento. Pensiamo al caporalato in agricoltura o al lavoro minorile e all’incidenza della criminalità organizzata negli appalti e nei subappalti o al fenomeno della cooperative ‘spurie’. È una novità rispetto alle attività di indagine svolte da analoghi organi parlamentari.

Quali sono gli obiettivi a cui si potrebbe giungere?
L’obiettivo è ottenere informazioni da tradurre in politiche e leggi per potenziare il sistema dei controlli e gli strumenti di prevenzione.

Se non si trova tempo e modo di calendarizzare una tale commissione, sembrerebbe quasi che c’è qualcuno a cui questo tema interessa poco, non crede?
Guardi, non voglio fare polemiche ma lanciare un appello a tutte le forze politiche presenti in Senato, affinché la Commissione possa cominciare a lavorare subito dopo l’ok del Parlamento alla Manovra. Non c’è tempo da perdere.

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