Vertice Inps. Al via il dopo Boeri. In pista Nori, Tridico e Brambilla. Ma l’accordo tra Lega e M5S ancora non c’è

dalla Redazione
Politica

E’ scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle sulla nomina del successore di Tito Boeri all’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps). Il numero uno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha terminato il suo mandato e serve nominare subito un successore, ma i partiti di Governo non riescono a mettersi d’accordo, benché per far partire il reddito di cittadinanza e quota 100 serva dare un vertice all’Inps. Il nome del contendere è quello di Mauro Nori, per 5 anni direttore generale dell’Istituto di previdenza e lanciato da indiscrezioni incontrollate come nuovo numero 1 in pectore. Considerato un esperto del settore e nome di mediazione, il 58enne trova subito il muro leghista.

“Non c’è ancora l’accordo. Non è stato ancora fatto il nome”, ha smentito ieri il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. E lo stesso ha fatto il collega pentastellato, Stefano Buffagni, via social. Il sottosegretario del Movimento Cinque Stelle alla Presidenza del Consiglio ha ironizzato su Twitter smentendo il via libera: “Dopo il Fantacalcio… il FantaInps… notizia Nori da pensionare…”. E mentre si cercava di capire da qualche canale fosse uscito l’ok al nome di Nori, è partita la corsa tra i due alleati di governo a far filtrare i ‘veri’ (o presunti tali) orientamenti.

Fonti qualificate del Movimento Cinque Stelle hanno ribadito come non ci fosse alcun accordo politico per la presidenza dell’Inps. L’idea forte è invece quella di “un commissario traghettatore, molto probabilmente un tecnico, che potrebbe rimanere in carica per un breve periodo”. Si punta a un nome condiviso, con Luigi Di Maio che insiste ancora sul prof Pasquale Tridico, economista padre del reddito di cittadinanza. In caso di commissariamento, che potrebbe durare una trentina di giorni, arriverà il presidente, che secondo dovrebbe essere pescato dalla terna composta da Nori, Tridico e Alberto Brambilla.

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