La carica dei doppi vitalizi. Bassolino, Gramazio e altri cumulano gli assegni. C’è chi incassa 10mila euro al mese

di Giorgio Velardi
Politica

Molto probabilmente quel 24 gennaio 2008, nell’Aula di Palazzo Madama, bevendo spumante e mangiando mortadella Domenico Gramazio non festeggiò solo la caduta del secondo Governo Prodi. Ma anche il pensiero di quel doppio vitalizio che, una volta andato a riposo, si sarebbe visto arrivare ogni mese sul suo conto corrente. Già perché l’oggi 70enne ex parlamentare di Alleanza Nazionale, quattro legislature alle spalle fra Camera e Senato, somma ai 5.616,30 euro netti che gli vengono versati da Palazzo Madama i 4.890,50 euro sempre netti che percepisce come ex consigliere della Regione Lazio. Totale (tenetevi forte): 10.506,80 euro. Mica male, in tempi di vacche magre. Ma quello di Gramazio non è un caso isolato. Anzi. C’è infatti un vero e proprio esercito di ex parlamentari che, dalle Alpi alle isole, tutti i mesi porta a casa due assegni. Se non addirittura tre, visto che non c’è divieto di cumulo. Come dimenticare, sempre nel Lazio, il caso di Fabio Ciani? Anche all’ex deputato della Margherita ex ed consigliere, oggi presidente del Circolo Montecitorio – la struttura sportiva che si trova nel quartiere Parioli a Roma dove parlamentari, dipendenti della Camera e giornalisti accreditati possono andare a rilassarsi – è “riservata” una doppia pensione. Ai 2.944,42 euro netti di Montecitorio, Ciani unisce infatti i 2.796,71 della Regione. Totale? 5.741,13 euro netti.

Vecchiaia serena – Un altro che non se la passa per niente male è il centrista Luciano Ciocchetti, che dagli Anni ’80 ad oggi, dopo essere passato dalla Dc all’Udc fino a Forza Italia, ha trovato casa tra i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto. Ma è il passato, vissuto tra Montecitorio e la Pisana, che gli permetterà indubbiamente di vivere una vecchiaia più che serena. A 59 anni, infatti, Ciocchetti porta a casa ogni mese 5.977,27 euro netti: 3.343,60 dalla Camera più 2.633,67 dalla Regione. Più o meno la stessa somma la incassa anche un’altra vecchia conoscenza di Camera e Senato come Lionello Cosentino. Per l’ex parlamentare di Ulivo e Pd, la somma dei due assegni – 3.581,18 euro da Palazzo Madama più 2.599,03 dalla Regione – fa 6.180,21 euro netti. E che dire di Esterino Montino (Pd)? Prima di diventare sindaco di Fiumicino a giugno 2013, Montino è infatti passato sia per Palazzo Madama sia per la Regione, di cui è stato presidente ad interim dopo le dimissioni di Marrazzo. Risultato? Un doppio vitalizio da 7.762,18 euro netti in totale: 3.408,19 (Senato) più 4.353,99 (Lazio).

Uno e trino – Quello dei doppi vitalizi non è comunque un’esclusiva della Regione Lazio. Di recente, la Campania ha infatti reso nota la lista aggiornata con gli importi degli assegni incassati dagli ex consiglieri. E anche qui i nomi noti non mancano, a cominciare da quello dell’ex presidente Antonio Bassolino. Il quale, agli 83.916 euro lordi annui regionali, somma i 2.998,66 euro netti che gli “passa” mensilmente la Camera. Nell’elenco non poteva poi mancare Nicola Mancino. Il quale potrebbe certamente vivere solo con la pensione erogata dal Senato, di cui è stato presidente dal 1996 al 2001: 6.939,81 euro netti mensili. E invece? C’è pure il vitalizio regionale che, sempre stando alle cifre riportate nel documento, ammonta a 43.956 euro lordi annui. Ma c’è anche chi, come Giovanni Russo Spena, ha voluto strafare. L’ex senatore di Rifondazione Comunista porta infatti a casa la bellezza di tre assegni: uno da ex professore universitario (2.300 euro netti), un altro in qualità di ex parlamentare (5.906 euro netti) e infine quello da ex consigliere regionale della Campania (39.960 euro lordi l’anno). Per un totale di circa 10mila euro al mese. Lui ha sempre spiegato di mettere in tasca “solo” 5mila euro e di versare il resto al partito. Ma certo, non si può dire che la sua sia una vecchiaia difficile…

Patteggiamento d’oro – Spostiamoci in Liguria. Anche qui, nei giorni scorsi, la Regione ha messo online gli importi dei vitalizi. I due nomi che saltano subito all’occhio sono quelli dell’ex governatore Claudio Burlando e dell’ex senatore del Pdl Luigi Grillo. Il primo, deputato fra il 1996 e il 2006, si vede corrispondere ogni mese da Montecitorio un assegno da 3.095 euro netti. Cifra di tutto rispetto alla quale però Burlando cumula pure il vitalizio regionale, altri 4.440 euro (stavolta lordi). E Grillo? Nonostante il patteggiamento – 2 anni e 8 mesi più 50mila euro di risarcimento – nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta “cupola degli appalti” dell’Expo 2015, l’ex parlamentare riceve ogni mese 6.930 euro netti dal Senato più 1.753,08 euro lordi dalla Liguria. Il sogno di qualsiasi pensionato. L’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari si deve invece “accontentare” di 4.884,05 euro netti: 3.044,91 per le due legislature alla Camera più i 1.839,14 erogati dalla Regione Veneto. Va leggermente meglio, invece, a Michele Boato, fratello del noto Marco (vitalizio da 5.923 euro netti al mese) che ancora oggi detiene il record per il discorso più lungo tenuto nella storia della Camera. Ebbene, ogni mese ad aspettare “Michele” c’è un bel doppio assegno: il primo da 2.146,22 euro netti versato da Montecitorio; il secondo da 3.890,46 euro netti pagato dal Veneto, per un totale di 6.036,68 euro. Senza una piega.

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