Altro che 500mila dosi di vaccino al giorno, siamo alla metà. Il calvario del generale Figliuolo: le iniezioni procedono lente

FRANCESCO PAOLO FIGLIUOLO
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Dopo il conclamato flop delle vaccinazioni nel weekend di Pasqua la macchina da guerra messa in campo dal commissario Francesco Paolo Figliuolo fa fatica a ingranare la marcia. L’annunciata accelerazione, infatti, ancora non è arrivata. Ma il vero problema è che non ci sarà nemmeno ad aprile, nonostante gli annunci del generalissimo: secondo il suo piano vaccinale, presentato il 13 marzo scorso, la media di somministrazioni giornaliere avrebbe dovuto raggiungere quota 300mila dosi. Ad oggi risulta difficile persino andare oltre le 240mila in media al giorno.

L’obiettivo delle 500mila dosi in 24 ore, il target della campagna a regime, appare sembra un utopia, e di conseguenza anche l’immunità di gregge nei tempi annunciati, ovvero entro la fine di settembre. Da una parte, infatti, ci sono i ritardi delle diverse Regioni nell’utilizzare le dosi già consegnate, dall’altra la causa principale resta il numero delle consegne: ad aprile è previsto un arrivo limitato a 8 milioni di dosi, perfino meno delle 8,2 milioni di marzo. Così, arrivare al mezzo milione di vaccinati al giorno è impossibile.

Le buone notizie arrivano solo da Pfizer: “Ammonta a 1,5 milioni di dosi la prima consegna di vaccini del mese di aprile, che raggiungeranno le Regioni”, ha comunicato Figliuolo. “Si tratta in assoluto del lotto di vaccini più consistente consegnato dall’inizio della campagna, di cui beneficeranno in modo particolare i soggetti più vulnerabili”, si legge nel comunicato”, che sottolinea come “nell’ultima settimana è cresciuto del 20 per cento il numero di persone over 80 cui è stata somministrata una dose di vaccino”. “Il piano non cambia – ha ribadito anche questa mattina il commissario -, a fine mese dobbiamo arrivare a 500mila dosi giornaliere. Da oggi l’inoculazione del vaccino AstraZeneca è aperta alla platea dei 60-79 anni, mentre gli under 60 che hanno già ricevuto la prima dose, riceveranno anche la seconda”.

Nessuno dei 27 Paesi dell’Unione ha raggiunto l’obiettivo prefissato dalla Commissione europea di vaccinare l’80 per cento degli anziani over 80 entro fine marzo. Secondo i numeri del Covid vaccine tracker del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), calcolando una media su 25 Paesi, (tra cui figurano anche Norvegia e Islanda, ma i dati non sono disponibili per Olanda, Romania, Germania e Spagna) si raggiunge il 60 per cento circa della somministrazione della prima dose, mentre il dato cala al 36,5 per cento per la copertura completa. In Francia il 59,8 per cento degli ultraottantenni ha ricevuto la prima iniezione. Le percentuali più alte di dosi somministrate si registrano a Malta (95,8%) e Svezia (87,7%), mentre in Bulgaria (5,1%) e in Lettonia (17,4%) le più basse.