I 5S blindano la Raggi. Nessuna trattativa col Pd sul Campidoglio. Il Movimento conferma il bis a Roma. C’è attesa di un segnale da Conte

VIRGINIA RAGGI
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“Ma scherziamo? È una ricostruzione priva di ogni fondamento”. Così sbotta per telefono un senatore di peso del Movimento cinque stelle. L’irritazione è riferita alla ricostruzione pubblicata ieri dal Foglio secondo cui Enrico Letta e Giuseppe Conte avrebbero un accordo di massima: convincere Virginia Raggi a fare un passo indietro di modo da avere un candidato comune per il Campidoglio.

“Stiamo parlando di una sindaca che ha amministrato bene, sarebbe innaturale chiederle un passo indietro peraltro dopo che tanti big del Movimento, a cominciare da Beppe Grillo, hanno blindato la sua candidatura”, chiosa ancora il senatore pentastellato. Tutto vero. Ma è altrettanto vero che, negli ultimi mesi e nelle ultime settimane, più di qualcosa è cambiato all’interno dei Cinque stelle.

Che la preoccupazione prima di Conte sia quella di creare un’alleanza stabile con il Pd è fuor di dubbio. Ecco perché, sebbene molti bollino all’interno del Movimento l’articolo come “fake-news”, cresce al tempo stesso anche la preoccupazione. Una preoccupazione che nasce dal fatto che, al di là di come la si veda, una fronda (contiani soprattutto) che sarebbe disposta a “sacrificare” la Raggi in nome di un’intesa strutturata con il Pd, esiste.

E ormai non si può più negare la sua esistenza. Ha più senso insistere sulla Raggi e sul suo eventuale secondo mandato o costruire sin da subito un’alternativa con il Pd alle destre? Questo è il ragionamento che comincia a serpeggiare. E, difatti, il silenzio di Conte di ieri lascia presagire che qualcosa di reale ci sia nella volontà di portare la Raggi a più miti propositi.

L’AFFONDO. Il “problema”, però, è che la stessa Raggi – checché ne dicano i suoi detrattori – gode di profonda stima all’interno del Movimento. Ecco perché chiunque abbia avuto modo ieri di parlare con onorevoli Cinque stelle ha avuto, nella stragrande maggioranza dei casi, la stessa identica risposta: Virginia Raggi non si tocca. È, poi, impossibile pensare a Grillo o Di Maio che tornino indietro sui loro passi dopo l’esplicito endorsement pro-Virginia.

“E poi – spiega il senatore grillino – per quale ragione una sindaca che ha amministrato bene dovrebbe rinunciare a un secondo mandato per continuare la sua opera? Sarebbe come chiedere al Pd di non ricandidare Beppe Sala a Milano!”. Non fa una piega. Per adesso, al di là delle voci, l’unica cosa certa è la replica della Raggi: “Mi è stato proposto di tutto per invitarmi a fare un passo indietro per lasciare spazio alla ‘politica’”.

Poi l’affondo: “La questione è che per me la politica è altro, sono i programmi e non gli accordi di palazzo”. E ancora: “Il nostro percorso è segnato ed è aperto a tutti. Ma le regole le stabiliamo noi”. A mettere un punto, nel silenzio di Conte, ci ha pensato direttamente la Raggi.

Leggi anche: Revelli: “Virginia Raggi nemica dei poteri forti. Se i 5S non la ricandidano faranno un bagno di sangue”.

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