Strage di Capodanno a Crans Montana, l’ambasciatore italiano Cornado rivela: “Non è stata una disgrazia, la tragedia si sarebbe potuta evitare”

L’ambasciatore italiano Cornado parla della strage di Capodanno a Crans Montana: “Mancavano prevenzione e buon senso, si poteva evitare”.

Strage di Capodanno a Crans Montana, l’ambasciatore italiano Cornado rivela: “Non è stata una disgrazia, la tragedia si sarebbe potuta evitare”

La tragedia di Crans Montana non è stata una disgrazia, ma qualcosa che si sarebbe potuto evitare”. Usa parole nette l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, in un’intervista a La Stampa nella quale punta il dito contro una catena di mancanze che, a suo giudizio, hanno reso inevitabile la strage avvenuta nella notte di Capodanno.

Secondo il diplomatico, a mancare non è stato solo il rispetto delle norme, ma prima ancora la prevenzione e il buon senso. “Parliamo di un locale notturno con centinaia di giovani all’interno – ha spiegato – e nessuno sa con precisione quanti fossero quella sera. Sicuramente più di cento”. Eppure, sempre secondo Cornado, le condizioni di sicurezza sarebbero state gravemente carenti: una sola uscita di emergenza, peraltro non facilmente individuabile, pochissimi addetti alla sicurezza, forse uno soltanto, e l’assenza di un impianto antincendio. “Probabilmente mancavano anche gli estintori”, ha aggiunto.

Strage di Capodanno a Crans Montana, l’ambasciatore italiano Cornado rivela: “Non è stata una disgrazia, la tragedia si sarebbe potuta evitare”

L’ambasciatore si dice convinto che nessuna normativa svizzera possa aver autorizzato una situazione simile. “Non può esistere una norma che consenta una così totale mancanza di rispetto delle regole e delle persone – ha sottolineato – nemmeno l’uso di un controsoffitto in materiale infiammabile”. Cornado ha definito “allucinante” anche l’impiego, all’interno di un locale chiuso, di bottiglie che sprigionano scintille e fuochi d’artificio.

Da qui la conclusione: con un minimo di prevenzione, la tragedia si sarebbe potuta evitare. E forse, aggiunge, sarebbe bastato anche solo il buon senso. “In Italia un locale del genere verrebbe chiuso nel giro di dieci minuti. Mi fa rabbia tutta questa noncuranza. Chi ha una clientela ha il dovere di tutelarla, non di esporla a rischi del genere”, ha concluso l’ambasciatore.