Campagna anti-Report: il caso Bellavia finisce in Antimafia. Così la vittima di un crimine si trasforma in imputato

Attacchi a Bellavia e assedio a Report: oggi il caso in Antimafia. E sulla Rai monta il caso dell'attacco di Barbareschi a Ranucci

Campagna anti-Report: il caso Bellavia finisce in Antimafia. Così la vittima di un crimine si trasforma in imputato

Un Paese e una politica al contrario. È quello dove la vittima di un reato (il commercialista Gian Gaetano Bellavia) e una trasmissione d’inchiesta che da decenni denuncia il malaffare dei politici (Report), finiscono sul “banco dei cattivi” della Commissione Antimafia.

Oggi il caso Bellavia all’Antimafia

È l’assurdità che prenderà forma oggi, durante l’ufficio di presidenza della Commissione presieduta da Chiara Colosimo, che in prima battuta di occuperà del “caso Striano”, il finanziere che avrebbe sottratto dati sensibili alle banche dati riservate della Dna. Ma, in seconda battuta, la commissione, “grazie” alla fervente attività del senatore Maurizio Gasparri e alla campagna stampa orchestrata dai giornali della destra, prenderà in esame anche il caso Bellavia.

Milioni di file rubati al commercialista

Ovvero del furto di oltre un milione di dati trafugati dallo studio del commercialista da una sua ex-collaboratrice, che il 10 luglio prossimo dovrà presentarsi all’udienza predibattimentale, dopo la citazione diretta a giudizio da parte della pm Paola Biondolillo. La donna è accusata di aver copiato su hard disk esterni “oltre un milione di file” archiviati nel sistema dello studio del commercialista e consulente di pm, giudici e della trasmissione Report e di aver violato la corrispondenza di Fulvia Ferradini, socia di Bellavia.

Un’assurdità la discussione davanti all’Antimafia, perché Bellavia e Ferradini sono a tutti gli effetti parti offese nel procedimento penale. Tuttavia la destra da settimane accusa apertamente il professionista, i magistrati e i giornalisti di Sigfrido Ranucci di fare attività di dossieraggio contro la maggioranza. Un’accusa a dir poco campata in aria.

La campagna della stampa di destra e l’attività del Garante Privacy

Non solo, anche il Garante per la Privacy – la cui credibilità era stata messa a dura prova proprio dalle recenti inchieste di Report – ha avviato un’istruttoria a carico del commercialista mentre Forza Italia ha presentato un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio ed Adolfo Urso sul doppio ruolo di Bellavia. Accuse per le quali il commercialista ha già annunciato querele.

La Procura sta inoltre valutando di aprire un fascicolo ‘parallelo’ per indagare sulla vicenda del misterioso “papello” di 36 pagine, con un elenco di imprenditori e politici citati nei file sottratti, finito negli atti del procedimento a carico di Varisco, ma senza timbri di deposito né indicazioni sull’autore. Bellavia, con una nota del suo legale, aveva voluto chiarire che tra i file copiati e sottratti, comunque, non ci sono “dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall’attività professionale svolta negli anni”, ossia le sue consulenze per i magistrati e gli allegati.

Le pressioni di Corsini sulla redazione

Ma gli effetti della campagna contro Bellavia e Report si sono sentiti anche in Rai: domenica sera, infatti, la direzione dell’intrattenimento avrebbe fatto pressioni affinché Report non mandasse in onda l’anticipazione dell’inchiesta della prossima settimana che vede proprio il commercialista protagonista. Un “invito” rispedito al mittente da Ranucci, che per questo dovrà presentarsi davanti al Cda e alla commissione disciplinare della Rai. A renderlo noto, il Cdr dell’Intrattenimento Rai, che aveva manifestato il massimo appoggio a Report.

Le minacce in diretta di Barbareschi a Ranucci e l'”Indegno sproloquio”

Ma ancora non è finita. Domenica notte Luca Barbareschi ha attaccato Ranucci dal suo programma “Allegro ma non troppo”: “Volevo ringraziare il conduttore di Report e ricordargli che io mi chiamo Luca Barbareschi, lui fa fatica a dirlo – ha detto  all’inizio del programma -. Gli costerebbe poco dire che dopo il suo programma c’è il nostro ma gli fa fatica. E allora voglio ricordargli che non dovrebbe fargli fatica perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni, l’ho letto dal giornale, per questo verrà querelato. Io non spio voi ma almeno ricordatevi il nome. Stai attento!”. “Indegno sproloquio”, ha commentato a caldo Ranucci.

“Non si può usare uno spazio Rai per dare addosso a un altro programma Rai, con minacce annesse”, hanno commentato ieri tre consiglieri del Cda rai Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, “C’è un dovere di lealtà aziendale al quale nessun collaboratore può sottrarsi”.

Usigrai in campo contro le pressioni di Corsini

Dura la presa di posizione sul caso dell’Usigrai: “Su Raitre vanno in onda in diretta le minacce di Barbareschi a Ranucci. Una cosa di questo genere in Rai non si era mai vista”, si legge in una nota del sindacato, “Preoccupa il silenzio dei vertici Rai su un fatto così grave all’interno dell’Azienda e anche sulla campagna di delegittimazione portata avanti da alcuni quotidiani e parlamentari contro Report“.

“Si fa notare anche l’assenza di una presa di posizione del direttore degli Approfondimenti Corsini, dalla cui Direzione sarebbero arrivati invece inviti alla prudenza per le inchieste di Report. Anche su questo – prosegue la nota – sarebbe importante chiarire che tipo di prudenza sarebbe richiesta e a quale scopo. Vicende come queste richiederebbero un approfondimento non solo all’interno del Cda Rai, ma anche nella sede parlamentare chiamata alla vigilanza e all’indirizzo sul Servizio Pubblico Radiotelevisivo. E l’Usigrai da tempo denuncia l’assoluta gravità della sostanziale chiusura della Commissione di Vigilanza Rai”.