Si preannuncia un’inaugurazione dei Giochi olimpici movimentata quella prevista a Milano il 6 febbraio. Nel weekend della cerimonia di apertura, infatti, sono state annunciate “azioni diffuse” e un corteo nazionale per il 7 febbraio. A organizzarle il Comitato insostenibili Olimpiadi (Cio), che riunisce diverse associazioni. Il primo atto sarà la contestazione dell’arrivo della fiamma, con lo slogan ‘mostriamo a Israele il cartellino rosso’, il 5.
E si continuerà il giorno dopo con azioni diffuse in città (quando non è stata autorizzata alcuna manifestazione) durante l’inaugurazione dei giochi, che vedrà in città l’arrivo di 52 Capi di Stato o di governo. Il corteo nazionale si svolgerà invece il 7 febbraio, alle 15, con partenza da Porta Romana.
E’ polemica sugli aiuti pubblici agli impianti privati di Santa Giulia e Villaggio Olimpico
Intanto non si fermano le polemiche su Villaggio Olimpico e Arena Santa Giulia, i due impianti costruiti sulla carta a spese dei privati che invece sono oggetto di pesanti finanziamenti pubblici, per oltre 90 milioni. In particolare l’Arena, i cui lavori non sono ancora conclusi.
Ieri il presidente lombardo Attilio Fontana ha fatto professione di ottimismo: “I lavori sono praticamente quasi completati, bisogna mettere a posto alcune cose al di fuori ma il test event che è stato fatto in questi giorni ha ricevuto il plauso sia del Cio sia degli organizzatori, per cui mi sembra di poter dire che anche quei ‘corvi’ che speravano che le cose andassero male sono stati poi smentiti dalla nostra capacità di fare”.
Le pecche però sono oggettive: l’impianto è privo di parcheggi e per raggiungerlo si dovrà camminare parecchio in aree di cantiere; il ghiaccio durante il test match è risultato danneggiato; la temperatura interna all’impianto è glaciale e la capienza è limitata a 11.500 posti.
Un indagato per la morte a Cortina del vigilante Zantonini
Sempre ieri il pm della procura di Belluno, Claudio Fabris, ha disposto l’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni morto la notte dell’8 gennaio in un cantiere delle olimpiadi di Cortina. A oggi risulta indagato il legale rappresentante della società a cui era stato appaltato il servizio di sorveglianza dell’area di lavoro e presso la quale Zantonini aveva in essere un contratto a tempo determinato in virtù del quale si era da poco trasferito dalla Puglia.
I familiari hanno fatto sapere che il 55enne aveva più volte manifestato preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele. Tra le sue mansioni, giri notturni nel cantiere alla temperatura di -16 gradi.