Referendum giustizia, si vota il 22 e il 23 marzo ma arrivano già i primi ricorsi

Il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e il 23 marzo, ma arrivano i primi ricorsi: "Ignorata la Costituzione".

Referendum giustizia, si vota il 22 e il 23 marzo ma arrivano già i primi ricorsi

La data c’è, ma arrivano subito anche i ricorsi. Il Consiglio dei ministri ha stabilito che il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Nella stessa data si voterà anche per le elezioni suppletive dei due collegi della Camera rimasti vacanti in Veneto con l’elezione a presidente di Alberto Stefani e la nomina ad assessore regionale di Massimo Bitonci.

Sul referendum, quindi, il governo accelera. Alla fine si è scelto un compromesso tra la data del primo marzo, su cui puntava la maggioranza, e aprile, ovvero quella chiesta dall’opposizione. Ma di mezzo c’è la protesta dei comitati per il No, con il ricorso che si apprestano a presentare coloro i quali raccolgono le firme per depositare una nuova richiesta di referendum sulla riforma del governo e del ministro Carlo Nordio.

Referendum per la giustizia, c’è la data ma anche i ricorsi

Carlo Guglielmi, portavoce dei 15 promotori della raccolta firme online sul referendum, annuncia il ricorso dopo la data comunicata dal Consiglio dei ministri: “Il governo ha deciso di ignorare la Costituzione che concede tre mesi per la proposizione del referendum e la prassi applicativa che ne è conseguita da decenni”.

Guglielmi prosegue: “Informeremo domani il presidente della Repubblica e i Comitati promotori parlamentari delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi giudiziarie che la Costituzione prevede. Ovviamente qualunque nostra futura azione giudiziaria potrà essere accolta oppure respinta, ma questo è il vero punto della questione ed è ciò che ci distingue dalle recenti dichiarazioni di vari membri del consiglio dei ministri. Per il governo il bene da imporre è un giudice che dia loro ragione, per noi il bene da tutelare è un giudice imparziale che decida autonomamente”. Nel frattempo, la raccolta firme continua e “ciò che è accaduto oggi è l’ulteriore e definitivo motivo per cui occorre firmare e far firmare”.