Influencer, cantanti, concorrenti televisivi, persino attori di Hollywood (come Jackie Chan a Pompei)… Tra i 10.001 tedofori che stanno portando la fiaccola olimpica fino a Milano per l’apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina del 6 febbraio, c’è un po’ di tutto. Tranne gli atleti olimpionici invernali medagliati italiani…
Lo sfogo del campione olimpico Fauner: “Nessun medagliato tra i tedofori”
A fare esplodere il caso, ieri, lo sfogo di Silvio Fauner, cinque medaglie olimpiche, compreso lo storico oro nella staffetta 4×10 km di sci di fondo ai Giochi di Lillehammer 1994. “Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, ‘una vergogna’. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, a cominciare dalle due staffette d’oro del 1994 e del 2006, Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta. Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l’Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla”, ha detto.
“Doveva chiamarci il Coni o la Fisi”
“Non devo essere io a protestare, mi aspetto piuttosto delle scuse”, ha continuato l’azzurro, “Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina”, ha attaccato.
“Ho sentito Lara Magoni, mi dicono che il responsabile della torcia olimpica abbia detto ‘Io non conosco queste persone, riferendosi a noi’ – ha aggiunto alla Gazzetta dello Sport – Se escludiamo Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler protagonisti nell’accensione della torcia in Grecia, se togliamo Manuela Di Centa rappresentante del Cio, oppure Cristian Zorzi chiamato dal Coni Trentino, Marco Albarello dalla regione Val d’Aosta o Fulvio Valbusa dal sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ex fondista, tutti gli altri sono stati irrispettosamente dimenticati. Eppure, hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche. Una mia vicina di casa e cugina di Lisa Vittozzi si trovava a Firenze, ha chiesto a un tedoforo chi fosse per farsi un selfie e lui le ha risposto, ‘Faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor’. Chi dovrebbe promuovere gli sport d’inverno se non i campioni d’inverno? E invece siamo stati snobbati”.
Lega all’attacco, dopo la figuraccia olimpica
Parole pesantissime. Che hanno aperto un caso diventato subito politico, anche in seguito alla protesta della Lega, che per le Olimpiadi (e il suo ricco indotto) si è spesa parecchio. “La scelta dei tedofori, che non ha previsto il coinvolgimento complessivo dei miti dello sport, è incomprensibile e sconcertante. Anche perché non è stata in alcun modo concertata con il ministero di Matteo Salvini che più di tutti si è speso per la realizzazione dei Giochi”, ha dichiarato il Carroccio, che si è auspicato “che venga trovata una soluzione al più presto”.
Lo scarica barile tra Fondazione Milano-Cortina e Coni
Sulle responsabilità è stato immediato scarica barile: la Fondazione Milano Cortina ha puntato il dito sul Coni, sebbene spettasse a lei la scelta dei tedofori (in accordo con gli sponsor). Il Comitato olimpico Italiano ha ribattuto che a lui spetta solo l’indicazione dei portabandiera. Insomma, nessuno è responsabile. A parte i campioni degli sport invernali, che avrebbero dovuto autocandidarsi sul sito… Tuttavia gli ex olimpionici – giustamente – si aspettavano un invito dalla Federazione o dal Cani. Che però non è arrivato…
E Abodi resta col cerino in mano…
Così, col cerino in mano è rimasto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il quale ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. “Polemiche sulla scelta dei tedofori? Ho chiesto, alla luce di quello che è emerso, informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione”, ha detto ieri Abodi, “In linea di principio è evidente che le leggende dello sport e chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione, sono rimasto anche io un po’ spiazzato oggettivamente perché di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola, tra i 10.001 tedofori, credo che la platea degli olimpionici dovesse essere un’avanguardia”.
“Il tour della fiaccola è la testimonianza dei valori rappresentati dal fuoco olimpico che le persone devono mettere in campo, dimostrando di saper rappresentarli non solo con le parole ma con i fatti. Mi riservo di avere tutte le informazioni, per poi esprimere una valutazione”, ha concluso Abodi.