Le Lettere

La cupola d’oro di Trump

Secondo Trump la Groenlandia è essenziale per la difesa degli Usa e della Nato. Non sappiamo se sia vero, ma perché non concedergli il beneficio del dubbio?
Dino Moser
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Gentile lettore, il dubbio non esiste. L’America non ha alcun bisogno della Groenlandia per motivi militari. Dal 1951 un trattato con la Danimarca le permette di creare basi militari a piacimento in Groenlandia. Ebbene, a oggi non ha creato nuove basi, ma ha addirittura depotenziato l’unica già esistente. “Russia e Cina vogliono l’Artico” dice Trump. Risponde il ministro danese Rasmussen: “Non vediamo una nave militare cinese da 10 anni”. La verità è che a Trump interessa solo lo sfruttamento delle risorse minerarie della Groenlandia, ricca di terre rare. La loro estrazione e raffinazione è un’attività molto inquinante e pericolosa per la salute pubblica, ragione per cui l’Occidente l’ha da tempo abbandonata, facendo diventare la Cina la maggiore esportatrice mondiale. Ricondurre la lavorazione in Usa o in Europa sarebbe improponibile, per la reazione negativa delle opinioni pubbliche. Dunque Trump deve essersi detto: se non possiamo farlo a casa nostra, possiamo farlo in Groenlandia, un’isola enorme e quasi disabitata (sì, ci sono 57 mila inuit, ma “trascurabili, spendibili” come direbbe Trump). Dunque la Groenlandia non è altro che una miniera a cielo aperto, e le accampate ragioni militari sono un’invenzione, come lo era il narcotraffico (inesistente) del Venezuela, per celare altri fini. Sa come si chiama il piano strategico americano? Si chiama Golden Dome, Cupola d’Oro. È chiaro che a Trump, più che la cupola, interessa l’oro.

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