Consob, destre spaccate sulle nomine: rinviata la scelta del presidente

Il candidato per la presidenza della Consob è il leghista Federico Freni, ma Forza Italia frena sulla sua indipendenza.

Consob, destre spaccate sulle nomine: rinviata la scelta del presidente

Il primo segnale lo avevo lanciato in mattinata Forza Italia. E alla fine la frenata è stata inevitabile. Il Consiglio dei ministri non ha preso nessuna decisione sull’avvio dell’iter di nomina del presidente della Consob. Per il momento, si è preferito un rinvio per la scelta del successore di Paolo Savona, il cui incarico è in scadenza a marzo. Il candidato ritenuto più probabile è l’attuale sottosegretario al Mef ed esponente della Lega, Federico Freni.

Ma proprio la sua figura divide la maggioranza: non tanto per il nome di per sé, su cui nessuno sembra avere da ridire, quanto sulla scelta di un esponente politico. Infatti la questione sollevata da Forza Italia riguarda proprio l’indipendenza del presidente della Consob. Anche gli azzurri avrebbero avallato la nomina di Freni, ma solo come componente del vertice e non come presidente.

Presidenza della Consob, lo stop di Forza Italia sulla nomina di Freni

Il nome di Freni era già in pole position da giorni ed è arrivato, anche ieri, l’endorsement del leader leghista, Matteo Salvini. Ma, prima del Cdm, Forza Italia ha sollevato il problema politico: Raffaele Nevi ha infatti sottolineato come la designazione di un politico non abbia mai convinto il suo partito e la posizione non è cambiata, come ha sottolineato il portavoce nazionale di Fi, ospite a SkyTg24. Una mezza frenata è arrivata anche da Fratelli d’Italia, con Marco Osnato che ha spiegato come Freni abbia “tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo”, ma è anche “una pedina importante nello scacchiere del Mef”. In Cdm Forza Italia ha poi ribadito la sua posizione.

Nessuno, viene fatto sapere, ha espresso preclusioni su Freni, ma qualcuno ha sollevato il tema dell’indipendenza. Tanto da prospettare pure il rischio di eventuali rilievi sulla nomina da parte della Corte dei Conti. E così si è arrivati anche alla valutazione della nomina di Freni alla Consob ma solamente come componente e non come presidente. Per il momento, quindi, la decisione è stata quella di congelare l’operazione, anche per poter svolgere i dovuti approfondimento sul requisito dell’indipendenza.

D’altronde la delicatezza del ruolo si può evincere anche dal dato pubblicato ieri dalla Consob, secondo cui la capitalizzazione complessiva delle società da essa vigilate ha registrato una crescita del 28,8% nel 2025, portando il valore di mercato delle azioni su un valore molto vicino alla metà del Pil italiano (il 48%). Ragion per cui anche l’opposizione, con la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, ritiene che l’indipendenza della Consob sia “essenziale”: “Per guidarla occorre una personalità sopra le parti, non l’espressione di un partito”.