Disorganizzazione, pressapochismo, panico e sudditanza. Nella vicenda degli uomini della famigerata agenzia Ice – quella che negli Usa va in giro per le città a rastrellare migranti e a uccidere innocenti (le ultime due vittime civili a Minneapolis) – che dovrebbero scortare i “vip” statunitensi a Milano per le Olimpiadi, c’è un po’ di tutto.
La gaffe di Fontana sull’Ice, prima conferma e poi smentisce
A ri-accendere il dibattito ieri la mirabolante performance del presidente lombardo Attilio Fontana, che in meno di un’ora è riuscito a smentire il ministro Matteo Piantedosi (il quale venerdì aveva detto “non risulta il loro impiego”) e poi se stesso. Forse un record…
Alle 14.04, infatti Fontana dichiara: “L’Ice sarà qui soltanto per controllare il vicepresidente americano Vance e il segretario di Stato Rubio, quindi sarà soltanto in misura difensiva, ma io sono convinto che non succederà niente”. Un’affermazione che aveva scatenato una bufera in città, con migliaia di milanesi che sui social si dicevano pronti a scendere in piazza.
Accortosi dell’enormità della dichiarazione, alle 14.54 Fontana ha fatto diramare da Regione Lombardia una nota nella quale si leggeva: “il presidente Fontana, rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottointendeva la presenza di Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo”. Fontana, quindi, “ha esclusivamente commentato, in via ipotetica”.
Piantedosi: “Ice in quanto tale non opererà mai in Italia”
Poche ore dopo è toccato a Piantedosi mettere una pezza: “E’ una polemica sul nulla, perché in questo momento gli americani non hanno comunicato elenchi di presenze che saranno qui in Italia al seguito delle delegazioni. Ma preciso: qualsiasi sarà la comunicazione, Ice in quanto tale non opererà mai sul territorio italiano“. Certo, “in quanto tale”, cioè non si occuperà di compiti di polizia di frontiera e immigrazione, ma come servizio di scorta? Non è dato saperlo.
In realtà l’Italia sta pregando gli Usa di non inviare gli agenti della polizia di frontiera
In realtà la confusione di Fontana e le mezze ammissioni di Piantedosi rispecchiano lo stato convulsivo del governo italiano, che, secondo fonti della sicurezza raggiunte da La Notizia, starebbe chiedendo (eufemismo per pregando) a quello statunitense di non inviare gli uomini del famigerato Greg Bovino nel nostro Paese. tanto che a oggi il loro utilizzo è ancora in forse e il dubbio sarà sciolto solo il 30 gennaio, il giorno entro il quale tutte le delegazioni presenti ai Giochi dovranno indicare quale apparato si occuperà della loro sicurezza.
A Milano mozione in Consiglio comunale per tenere lontani gli sgherri di Trump
E, mentre a Roma si scatena la polemica politica con le interrogazione di M5s e Pd, a Milano montano rabbia e preoccupazione. Ieri sera in consiglio Comunale il Pd ha presentato un ordine del giorno che chiede al sindaco Giuseppe Sala e alla giunta “in via di assoluta urgenza, di comunicare a Parlamento e Governo l’assoluta e totale contrarietà della nostra città alla presenza dell’Ice sul territorio italiano in generale e in particolare durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026″. Il documento chiede anche “a Parlamento e Governo di adottare le relative azioni per impedire tale presenza”.
Contro l’arrivo dell’Ice si erano espressi dal capogruppo Pd in regione, Pierfrancesco Majorino, alla presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, ai sindacati pronti a mobilitarsi.
E ieri sera, buon ultimo, ha parlato anche Sala: “Da primo cittadino di Milano e da italiano non vorrei proprio che questo corpo di polizia privata venga a Milano. È un corpo di polizia che agisce nella totale illegalità e che uccide”, ha attaccato, a margine di un evento di Azione’. “Io sono abbastanza stupito dall’atteggiamento del ministro Piantedosi, prima dice che il problema non c’è, poi dice stiamo facendo una polemica sul nulla. No, non è il nulla – aggiunge -. Vuol dire entrare nelle case dei cittadini senza nessun mandato, il mandato se lo firmano loro. Per cui sono totalmente incompatibili con le nostre modalità per gestire la sicurezza”. “Veramente è stupefacente sentire dire che il problema non c’è. Il problema c’è, c’è eccome.
Tre giorni di silenzio per Sala e gli affari degli Usa in città: un consolato da 65 milioni di euro
Quello di Sala era un intervento atteso, dopo tre giorni di silenzio sulla vicenda. Un imbarazzo chiaro, per il sindaco, visto che gli Stati Uniti a Milano stanno costruendo il loro nuovo consolato nell’area dell’ex-tiro a segno, un progetto che occuperà un’area di oltre 40mila metri quadri e prevede un investimento di 65 milioni di dollari. Secondo il console Robert Needham, “il budget del progetto ammonta a 351 milioni di dollari. E stimiamo che nell’economia di Milano e del Nord verranno investiti fino a 65 milioni di dollari”. Numeri che pesano…