Trump annuncia una tregua di sette giorni per il gelo in Ucraina: “Putin ha accettato di non colpire le principali città”

Trump parla di una tregua di una settimana per il gelo in Ucraina, accettata da Putin. Nessuna conferma da Mosca.

Trump annuncia una tregua di sette giorni per il gelo in Ucraina: “Putin ha accettato di non colpire le principali città”

Una settimana di stop agli attacchi russi sulle principali città dell’Ucraina. Questa la promessa strappata a Vladimir Putin – e annunciata in pompa magna su social e tv – da Donald Trump per permettere ai civili di avere meno disagi davanti a uno degli inverni più duri che l’Ucraina ricordi. Nei prossimi sette giorni, infatti, su Kiev e dintorni è attesa un’ondata di freddo polare, con il termometro che potrebbe scendere fino a 30 gradi sotto zero, tanto che questa breve pace, che non deve trarre in inganno in quanto non significa affatto che il Cremlino non lancerà attacchi, è già stata ribattezzata la “tregua del gelo”.

“Non hanno mai vissuto un freddo del genere”, ha spiegato Trump parlando degli ucraini e rivendicando di aver avanzato personalmente la richiesta di fermare gli attacchi sulle città al leader del Cremlino. “Ha accettato, ed è stato molto carino”, ha aggiunto. Al momento, però, da Mosca non è arrivata alcuna conferma ufficiale dell’intesa evocata dal presidente americano.

Diversa la reazione di Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’annuncio “una dichiarazione importante”, ringraziando Trump e sottolineando come la protezione delle infrastrutture energetiche sia cruciale per la sopravvivenza della popolazione. “Le misure di de-escalation contribuiscono a un reale progresso verso la fine della guerra”, ha scritto su X.

Trump annuncia una tregua per il gelo in Ucraina: “Putin ha accettato di non colpire le principali città”

Una pausa, anche breve, degli attacchi sarebbe vitale per un Paese già duramente colpito sul fronte energetico. Negli ultimi mesi i bombardamenti russi hanno messo a dura prova reti elettriche e sistemi di riscaldamento, proprio mentre l’inverno mostra il suo volto più severo. Tra l’1 e il 3 febbraio, nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, sono previste minime comprese tra i 20 e i 27 gradi sotto zero. Una condizione al limite della sostenibilità, soprattutto dove case, scuole e ospedali restano senza luce e calore. A Kiev, ha ammesso Zelensky, la situazione resta “la più difficile”, con squadre al lavoro senza sosta per ripristinare i servizi essenziali.

C’è da sperare che la “tregua del gelo” possa abbassare la tensione e contribuire al vero processo di pace. Sul piano diplomatico, infatti, i contatti proseguono e dopo il round trilaterale di Abu Dhabi, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha annunciato che al prossimo incontro l’amministrazione Trump potrebbe non essere rappresentata direttamente dai suoi inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner. Dal Cremlino, il portavoce Dmitrij Peskov ha invece fatto sapere di non aver ricevuto risposte all’invito rivolto a Zelensky per negoziati a Mosca.