Ballottaggi in Texas, i democratici vincono e fanno tremare Trump in vista delle elezioni di Midterm

Nei ballottaggi speciali in Texas i Democratici vincono e riducono il margine GOP. Un segnale che inquieta Trump verso i Midterm.

Ballottaggi in Texas, i democratici vincono e fanno tremare Trump in vista delle elezioni di Midterm

Il Texas non è più quella cassaforte granitica che Donald Trump ama evocare nei comizi. Sabato, tra urne semi-deserte e riflettori puntati da Washington, due ballottaggi speciali hanno raccontato una storia diversa. Una storia che ai Democratici strappa un sorriso. E ai Repubblicani — Trump incluso — provoca una certa apprensione.

Perché sì, parliamo di elezioni locali. Ma certe crepe, quando compaiono, fanno rumore e rischiano di avere ripercussioni nazionali.

Un seggio alla Camera che pesa come un macigno

Nel 18° distretto congressuale, area di Houston dal Dna progressista, Christian Menefee ha conquistato il seggio rimasto vacante dopo la morte di Sylvester Turner. Ha battuto la collega democratica Amanda Edwards al secondo turno, assicurando al partito un risultato tutt’altro che simbolico.

Con il suo ingresso a Capitol Hill, i Democratici salgono a quota 214 seggi contro i 218 repubblicani. Quattro voti di margine. Un filo. E lo speaker Mike Johnson lo sa: ogni assenza, ogni malumore interno, può trasformarsi in una giornata storta.

Ma il punto è questo: la maggioranza repubblicana alla Camera ora balla. Letteralmente.

Fort Worth e dintorni: dove Trump volava, ora arranca

Il secondo segnale arriva dalla Tarrant County, cuore pulsante dell’area di Fort Worth. Qui Taylor Rehmet, democratico, ha superato Leigh Wambsganss in un distretto che nel 2024 Trump aveva vinto con 17 punti di vantaggio. Diciassette. Non bruscolini.

Rehmet è avanti di oltre 14 punti percentuali. Un risultato che pesa più per ciò che racconta che per ciò che produce: il seggio sarà di nuovo in palio a novembre. Ma intanto il messaggio è partito. Chiaro. E piuttosto rumoroso.

Trump aveva appoggiato Wambsganss, ribadendo il sostegno su Truth Social. Poi, a risultato acquisito, ha provato a sgonfiare tutto: “È una corsa locale, io non ero sulla scheda”. Vero. Ma neppure invisibile.

Democratici in fiducia, Repubblicani sull’attenti

Negli ultimi dodici mesi, i Democratici hanno spesso fatto meglio del previsto nelle elezioni speciali. Non solo in Texas. E i vertici del partito non fanno nulla per nasconderlo. Ken Martin, presidente del Comitato nazionale democratico, parla apertamente di “avvertimento” per i Repubblicani.

Ma — ed è qui che la politica si fa interessante — questi risultati non ribaltano il potere. Lo erodono. Goccia dopo goccia. E in vista delle elezioni di Midterm, l’idea che anche territori considerati solidi possano diventare contendibili manda più di un brivido lungo la schiena del GOP.

Verso l’autunno, con il fiato sospeso

Georgia, New Jersey, California. Altri ballottaggi speciali sono in calendario. Altri tasselli che potrebbero cambiare gli equilibri alla Camera. O almeno renderli ancora più instabili.

E il Texas, paradossalmente, diventa il laboratorio di questa nuova incertezza. Non è una rivoluzione. Non ancora. Ma è un segnale. Di quelli che, in politica, conviene non ignorare.

Trump minimizza. I Democratici osservano. Gli elettori — loro sì — sembrano aver iniziato a sperimentare. E quando succede, nulla è davvero scontato.